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PINO MURA, MEZZO SECOLO AL SERVIZIO DELLA BOXE

17/02/2012 - 22.49.08

 

Mezzo secolo al servizio della boxe

Da campione a maestro di vita: a bordo ring con Pino Mura

di Andrea Sini  -  lanuovasardegna.gelocal.it

SASSARI. Per diventare uomo devi stare in palestra a sputare sangue, gli dicevano. E per diventare campione devi sapere colpire, ma soprattutto difenderti. Cinquant'anni fa il pugilato era tutto muri scrostati, sudore rancido e pugni di pietra. Cinquant'anni fa, a Porto Torres, Pino Mura affettava l'aria con i guantoni.

Quel ragazzino magro e velocissimo faceva apprendistato per diventare uomo, prima ancora che campione. Mezzo secolo e un milione di pugni dopo, Pino Mura è ancora in palestra a insegnare come si cresce tra jab, disciplina e rispetto dell'avversario. La disciplina è la prima cosa, ama dire, il resto viene dopo. Te lo dice a voce bassa, te lo spiega muovendo le mani. Mani un tempo durissime sui fianchi degli avversari, oggi dolci per sciogliere un muscolo contratto o per dare una carezza a un allievo in difficoltà.

Qualche giorno fa l'ex campione italiano dei pesi superpiuma è salito sul palco del teatro Civico di Sassari per ritirare il riconoscimento dei giornalisti sportivi isolani per la sua vita dedicata alla boxe. Cinquant'anni in palestra, prima sul quadrato, con tantissimi successi nazionali e internazionali, poi a bordo ring ad allevare giovani talenti. Il maestro Mura ha ritirato la targa, ha risposto all'applauso con un sorriso imbarazzato e si è rituffato nei suoi pensieri. Primo tra tutti, la salute della moglie. «La vita è fatta di alti e bassi», dice, e a volte ti volta le spalle. L'importante è non arrendersi mai.

Pino Mura (a sinistra) a bordo ring

Pino Mura (a sinistra) a bordo ring

Pino Mura, salito per la prima volta sul ring nel 1961, è uno abiutuato a combattere. Sin dall'inizio, quando il maestro "Baciccia" Martellini, vedendolo entrare nella palestra di via Lamarmora lo accolse con un sorriso di scherno e un consiglio: «lascia perdere». Impossibile, la passione per la boxe era già sbocciata e lui avrebbe fatto qualsiasi cosa per misurarsi sul ring. Tempo tre mesi e aveva già vinto il suo primo incontro. Tempo un paio d'anni e sarebbe diventato campione sardo dei pesi gallo, a 19 anni. Il 1964 è l'anno della prima delusione: nel gruppo che si prepara per le olimpiadi di Tokio c'è anche lui, ma all'ultimo momento la convocazione non arriva. La stoffa del campione però è già emersa e l'anno successivo arriva il titolo italiano dilettanti. Il pugilato sardo si riscopre vincente, Porto Torres si fa sedurre dall'effimero sogno dell'industria e Pino Mura continua a buttare giù gli avversari. Vince la medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo e quando rientra in Sardegna tutta Porto Torres va a prenderlo alla stazione di Sassari: due falconi della polizia lo scortano sino a casa. «Pino Mura accolto come un capo di Stato», titola La Nuova. Diventa un punto fermo della nazionale e nel 1968 vola a Città del Messico per le Olimpiadi. A metterlo fuori causa, al secondo turno, è un verdetto contestato che favorisce un pugile portoricano.

E' un altro colpo basso, ma è ancora una volta l'occasione per cercare il riscatto. Mura si leva la canottiera e nel 1969 passa tra i professionisti. Anche a quei livelli i suoi pugni si fanno conoscere e rispettare. Vincerà 35 incontri, il più importante nel 1975 davanti ai suoi concittadini: il siciliano Girgenti vola al tappeto e anche la cintura di campione italiano professionisti finisce nella sua bacheca. Dove il premio più bello, parola sua, sono i complimenti che il campionissimo Duilio Loi gli fece dopo averlo visto all'opera sul ring a Milano.

Ce n'è abbastanza per chiudere con l'agonismo, ma non certo con lo sport. Mura diventa massaggiatore della squadra di calcio portotorrese: ci resterà 37 anni. E poi eredita il ruolo di guida della storica palestra di boxe, ora intitolata proprio a Baciccia Martellini. Da allora toccherà al maestro Mura instradare piccoli campioni (da Tore Erittu a Pierluigi Zara).

Da quel primo match sono passati cinquant'anni e più. A bordo ring i muri sono imbiancati di fresco e l'aria è più respirabile. Ma Pino Mura non smette di impartire insegnamenti ai suoi ragazzi nella palestra di via Petronia. Mai abbassare la guardia, ripete. Ci può essere sempre in agguato un colpo che non ti aspetti.

Fonte:  lanuovasardegna.gelocal.it/sport/2012/02/17/news/mezzo-secolo-al-servizio-della-boxe-5629144