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IN AUSTRALIA PRIMA DI SERVIDEI

 

 

Gli italiani nella terra dei canguri

La storia pugilistica australiana è piena di nomi italiani e di italo-australiani.
L’occasione di sapere Alberto Servidei impegnato in Australia ci ha portato alla memoria molti nomi di pugili italiani e di alcuni divenuti australiani d’adozione, per fare una loro breve panoramica. Prima del ravennate Servidi un altro romagnolo della provincia di Ravenna aveva toccato il suolo australiano in veste di pugile, Bruno Ravaglia nel 1959.
Sicuramente non abbiamo ricordato tutti i pugili che sono partiti dall’Italia per affrontare le insidie di una scuola pugilistica molto diversa dalla nostra, negli anni in cui le informazioni venivano trasmesse in modo molto diverso ed erano, spesso, molto frammentarie.
Lo sforzo di memoria e di ricerca è stato imponente ed impegnativo perché non abbiamo trovato un canovaccio di questo tipo in grado di spianarci il percorso nel tempo lungo circa 60 anni.
Chi vorrà leggere e conosce meglio di noi l’argomento che trattiamo, per alcune nostre giustificate dimenticanze e omissioni, è invitato ad arricchire la sequela di eventi riportati di seguito, per realizzare una memoria storica molto più attinente ai fatti accaduti e che resti duratura.
 
Abbiamo ritenuto di dover circoscrivere l’indagine partendo dall’inizio degli anni ’50 del secolo scorso per due ragioni.
La prima attiene anzitutto alla mancanza di fonti certe che ci permettono di trovare riferimenti datati.
La seconda riguarda un’epoca in cui è sorta la migrazione italiana di massa verso quella lontanissima terra denominata dagli inglesi “Down Under”, quando per raggiungerla si viaggiava in nave.
 
A distanza di mezzo secolo la comunità italiana in Australia è vasta. Nell’ultimo censimento del 2001 è stato rilevato che a quel tempo vivevano in Australia oltre 218mila nati in Italia ed oltre 800mila discendenti di italiani. Le due cifre fanno capire come complessivamente la popolazione nata in Italia o con origini italiane superava il milione
La maggiore concentrazione di coloro che usano tuttora la lingua italiana si trova a Melbourne (Stato di Victoria) e a Sydney (Stato del New South Wales).
 
Seguendo la scaletta cronologica che abbiamo predisposto facciamo un tuffo nel passato per ricordare, ai più anziani, e per dare notizia, ai più giovani, di tante imprese compiute dagli italiani, che hanno saputo portare alto l’orgoglio italiano in quella sperduta terra dal colore rosso per la massiccia presenza dell’ossido di ferro.
 
A metà del 1954 fece in primo viaggio Luigi Coluzzi, classe 1930 di Roma. Ritornò in Italia l’anno seguente e, dopo aver perso contro Emilio Marconi (contro il quale aveva vinto prima di partire per l’Australia) per il titolo italiano dei pesi welter, ripartì per Sydney dove si stabilì per il resto della vita. Nel 1956 conquistò il titolo australiano dei pesi medi. Nello stesso periodo del ’54 raggiunsero l’Australia il peso piuma Sergio Milan ed i pesi gallo Amleto Falcinelli e Gianni Zuddas. L’umbro Falcinelli, classe 1921, si è esibì 4 volte ottenendo 2 trionfi e 2 sconfitte. Il sardo Zuddas, classe 1928 di Cagliari, salì sul ring 3 volte riportando altrettante sconfitte. Zuddas vantava, oltre al titolo italiano professionisti una medaglia d’argento alle olimpiadi di Londra del 1948, il titolo di campione d’Europa conquistato ad Oslo nel 1949, anno in cui vinse anche il Guanto d’Oro disputato a Chicago nell’Illinois.
Il veneziano Milan disputò 6 combattimenti (5 vittorie ed 1 pareggio) prima di fare ritorno in Italia dove l’anno seguente affrontò senza successo a Milano Ray Famechon per il titolo europeo. Riprese la via dell’Australia a metà del 1955 rimanendovi fino al 1956. Nella seconda campagna salì sul ring 10 volte (5 trionfi, 4 insuccessi, 1 pareggio).
Alla fine di quel ‘54 il grande Mario D'Agata, classe 1926 di Arezzo, quando era campione italiano dei pesi gallo, accettò una trasferta a Melbourne che si tradusse con due vittorie ai punti. L’aretino divenne in seguito campione d’Europa e del Mondo.
 
Nell'aprile del 1955 sbarcò a Sydney il medio marchigiano Italo Scortichini, classe 1929. L'italiano arrivò dagli States dove combatteva dal 1953 e riportò il pareggio dopo 12 riprese disputate con George Barnes, campione australiano e dell'Impero Britannico (Commonwealth) dei pesi welter.
Nel giugno seguente vi giunse il peso gallo sardo Roberto Spina, classe 1932, che rimediò una vittoria e 3 sconfitte.
Dopo un mese arrivò il peso medio laziale Franco Vescovi, classe 1930, che vi rimase fino ai primi mesi del 1957.
 
Nel maggio del 1956 debuttò nella terra dei canguri l’ex campione italiano dei pesi leggeri Luigi Malè, viterbese classe 1929, disputando 4 matches in tre mesi.
Sul finire di quell’anno un’altra stella di prima grandezza del pugilato tricolore accettò di esibirsi in Australia. Fu il peso medio Tiberio Mitri, classe 1926, che vantava la conquista del titolo nazionale, l’acquisizione di due campionati europei ed una generosa sfida mondiale al “toro del Bronx” Jake LaMotta sul ring di New York. Il triestino vinse i tre confronti disputati tra Melbourne e Sydney, facendo leva sulla sua classe cristallina che lo portò a combattere agevolmente sulla distanza delle 12 riprese. L’anno seguente appese i guantoni al chiodo con una vittoria ai punti.
Un altro italiano che fece parlare le cronache di quei mesi fu il peso leggero Tony Borraccia, classe 1931 di Napoli, che risultò sconfitto in tre combattimenti.
 
(Bruno Visintin, il pugile italiano più attivo in Australia)
 
Nello stesso anno approdò anche Bruno Visintin, classe 1932 di La Spezia, che a Melbourne si cimentò in otto combattimenti, riuscendo vincitore in sei. Visintin, che in seguito diverrà campione italiano dei leggeri, dei welter e dei superwelter per poi chiudere in bellezza con il titolo d’Europa dei medi junior, fece altre trasferte in Australia, dall’ottobre del 1956 all’agosto del 1957 (sei vittorie e due sconfitte), nel 1958 (una sconfitta), infine tra il 1960 ed il 1961 (tre vittorie).
In quel periodo pure Duilio Loi, classe 1929 di Trieste, si portò in Australia dove si affermò in tre confronti. Loi era allora campione d’Italia e d’Europa dei pesi leggeri. In seguito divenne anche campione d’Europa dei pesi welter e del Mondo dei pesi superleggeri.
Nel 1956 arrivò in Australia anche Federico Scarponi, classe 1932 di San Benedetto del Tronto, dove disputò sei confronti (quattro vittorie e due sconfitte, tutte ai punti) tra Sydney e Melbourne. Il marchigiano fece ritorno nel 1962, sommando altre due vittorie contro una sconfitta, sempre ai punti.
 
Nel giugno del 1957 debuttò nella terra dei canguri il veneziano Ugo Milan, classe 1931, che disputò senza successo due confronti. Nell’ottobre seguente si presentò il leggero Franco Rosini, classe 1928 di Roma, che rimase in Australia fino al 1960. Si misurò complessivamente 17 volte, ottenendo 11 verdetti positivi e 6 contrari. Un mese dopo lo seguì il peso medio Angelo Brisci, classe 1927 di Taranto, che rimediò due insuccessi. Il pugliese ritorno nella terra dei canguri nel 1963 dove si stabilì definitivamente.
 
Nel 1958 il pavese Giordano Campari, classe 1934, fece esperienza nella terra dei canguri dove registrò un pareggio ed una sconfitta come peso piuma. In seguito diventò campione italiano di quella categoria e dei pesi leggeri. Altri connazionali esibitisi in quel periodo furono Letterio Petilli e Germano Cavalieri. Il piuma Petilli, classe 1932 di Merano, fece una bella esperienza con 4 vittorie ed 1 sconfitta. Le tre prove del leggero Cavalieri, classe 1930, si conclusero con 1 successo contro 2 rovesci.
 
Nel maggio del 1959 gli appassionati della boxe di Melbourne e Sydney apprezzarono il peso leggero Bruno Ravaglia, classe 1934 di Faenza, che annotò sul record 1 vittoria ed 1 insuccesso. Negli ultime tre mesi di quell’anno anche il peso leggero fiorentino Nedo Stampi frequentò gli stessi ring, riportando 3 sconfitte. Nello stesso periodo il peso leggero napoletano Giorgio Pappalardo rimediò 2 insuccessi in altrettanti combattimenti.
 
Nel penultimo anno della carriera l’ex campione italiano dei piuma Altidoro Polidori, classe 1929 di Grosseto, portò la sua esperienza nella terra dei canguri, dove si esibì 8 volte da maggio ad ottobre del 1960, rimediando 3 successi e 5 perdite.
 
Il campione italiano dei pesi gallo Federico Scarponi, classe 1932 di San Bendetto del Tronto, chiuse il 1962 con una trasferta lampo tra Melbourne e Sydney dove riportò 2 vittorie ed 1 sconfitta.
 
A gennaio del 1963 arrivò Elio Niero, classe 1938 della provincia di Venezia, che rimase fino a giugno dopo aver ottenuto 2 trionfi e 2 insuccessi.
Renato Galli, classe 1937 di Milano, ha combattuto a Melbourne nel 1963 rimediando una sconfitta per ferita, una vittoria prima del limite ed una sconfitta ai punti.
In quell’anno anche Gilberto Biondi, classe 1934 di Terracina (Latina), approdò in Australia dove rimase fino alla sua morte avvenuta nel 2005. Biondi debuttò nella sua città d’adozione Melbourne dopo una manciata di combattimenti disputati in Italia. Il guardia destra italiano si seppe affermare fino a conquistare due titoli australiani, dei pesi leggeri e dei superpiuma. Biondi fu uno dei pochi a vantare una successo sul beniamino Johnny Famechon, australiano di origine francese, che troveremo spesso nelle storie dei pugili italiani. Perse nella rivincita ed affrontò i migliori che toccarono le coste australiane. Sul suo record si legge il nome di Carlos Cruz, noto come “Teo”, futuro campione mondiale dei pesi leggeri.
In settembre arrivò Primo Zamparini, classe 1939, che vi rimase fino a dicembre per disputare senza fortuna tre combattimenti. Zamparini, uno dei migliori dilettanti delle Marche vinse la medaglia d’argento alle olimpiadi di Roma.
Alla fine di quell’anno Sandro Mazzinghi, classe 1938 di Pontedera, neo campione mondiale dei pesi medi jr, concesse la rivincita all’ex titolare iridato Ralph Dupas, al quale aveva tolto la cintura per knockout tecnico nel nono round. Nell’incontro di Sydney il picchiatore toscano si confermò campione alla tredicesima ripresa. In seguito Mazzinghi cederà la corona mondiale a Benvenuti. Ma la riprenderà dopo essere diventato anche campione d’Europa.
 
Nel 1965 Salvatore Burruni, classe 1933 di Alghero, arrivò in Australia in qualità di campione del mondo, come fece Mazzinghi due anni prima e farà poi Benvenuti cinque anni dopo. Burruni, esattamente un anno dopo del toscano, giunse a Sydney per mettere in palio la sua corona dei pei mosca contro un australiano di origine italiana Rocky Gattellari, nato in Calabria nel 1941 ed emigrato a Sydney con la famiglia. Il sardo rimase campione del mondo dopo aver piegato il campione australiano nella tredicesima ripresa ed avergli tolto la palma dell’imbattibilità. Rocky divideva l’esperienza del ring con il fratello Lucky Gattellari, che militava nei pesi piuma.
Quell’anno si chiuse con la vittoria del piuma sardo Costantino Fiori, classe 1941, che a Sydney si affermò in 8 tempi su Max Murphy.
 
Mario Sitri, vissuto a Livorno dal 1936 al 2011, campione italiano dei pesi gallo e dei piuma, si esibì due volte nella terra dei canguri nel 1966, rimediando due sconfitte ai punti. La prima volta a Melbourne con l’emergente Johnny Famechon. La seconda a Brisbane con Artrur Bradley, futuro campione nazionale dei pesi leggeri.
 
Tra il 1966 ed il 1967 anche Giovanni Girgenti, classe 1942 di Marsala, tirò di pugni a Melbourne, con Johnny Famechon (pari e sconfitta ai punti) e con Manny Santos (sconfitta ai punti). Il siciliano conquistò in seguito il titolo italiano dei pesi piuma e dei pesi superpiuma.
 
Nel 1967 Andrea Silanos, classe 1938 di Alghero, campione italiano dei pesi piuma, chiuse la sua carriera a torso nudo a Melbourne di fronte al solito Johnny Famechon.
Nello stesso anno Nevio Carbi, classe 1940, si misurò a Melbourne con l’ex campione mondiale Lionel Rose, finendo sconfitto ai punti. L’anno seguente tornò nello stesso scenario del Festival Hall e rimase indietro nel punteggio contro Johnny Famechon, alla vigilia della sfida iridata con il campione WBC dei pesi piuma Jose Legra, spagnolo con sangue cubano, impresa che gli riuscì l’anno seguente.
 
Vincenzo Pitardi, classe 1938 di Bologna che si era costruito una solida carriera in Spagna, ha combattuto due volte a Melbourne nel 1968. Al suo debutto è rimasto sconfitto ai punti in 10 riprese da Johnny Famechon, campione nazionale e del Commonwealth.
Pitardi ha combattuto un secondo match nella capitale dello Stato di Victoria ed ha riportato una vittoria ai punti in 10 tempi sul filippino James Skelton.
 Tommaso Galli, classe 1941 di Roma, si cimentò in Australia una sola volta. Nel 1968 affrontò sulla distanza delle 10 riprese Lionel Rose, fresco campione mondiale dei pesi gallo. Il romano chiuse il confronto di Melboune con la sconfitta ai punti.
Lo stesso anno sbarcò a Sydney l’ex campione italiano ed europeo dei pesi mediomassimi Giulio Rinaldi, classe 1935 di Anzio (Roma), passato a miglior vita lo scorso luglio. L’italiano è rimasto sconfitto i punti da Bob Dunlop, campione del Commonwealth.
Pure nel 1968 arrivò a Melbourne Giovanni Infante, classe 1940 di San Severo (Foggia), che dopo un avvio professionistico in patria combatterà nella terra dei canguri col nome di Johnny Infante. Il mancino pugliese affrontò tutti gli avversari propostigli, anche il filippino Pedro Adigue Jr, già avversario di Bruno Arcari al quale cedette la corona WBC dei pesi superleggeri.
 
Nel 1969 Alfredo Vogrig, classe 1936 di Udine, si cimentò con Dunlop a Melbourne finendo sconfitto per squalifica. Vogrig fu un autentico girovago che si guadagnò il rispetto degli avversari nei diversi continenti che toccò. Ricordiamo i suoi combattimenti anche in Austria, Germania, Sud Africa, Rhodesia Meridionale (oggi Zimbabwe), Nuova Zelanda, Inghilterra, Svizzera, Francia, Lussemburgo, Svezia, Finlandia e Spagna.
Nella stessa città, sul finire di quell’anno, il campione italiano dei pesi mosca Franco Sperati, classe 1944 di Cagliari trapiantato a Milano, si esibì contro il campione nazionale Harry Hayes rimediando la sconfitta ai punti al termine delle 10 riprese.
 
Nel marzo del 1970 arrivò a Melbourne l’allora campione mondiale in carica dei pesi medi Nino Benvenuti, classe 1938 triestino di origine istriana (quando quel territorio apparteneva all’Italia), che nel confronto con l’americano Tom Bethea dovette abbandonare all’inizio dell’ottava ripresa per un infortunio alle costole. In quella occasione uno match di contorno fu sostenuto dall’australiano di origine italiana Johnny Galuzzo, che diverrà poi campione nazionale dei pesi superwelter.
Benvenuti si rifece su Bethea nella rivincita combattuta due mesi dopo ad Umago, in terra Jugoslavia, oggi appartenente alla Croazia. La rivincita Benvenuti-Bethea finì per ko dello statunitense di New York all’ottavo round.
 
Nel 1972 giunse a Melbourne Enzo Pizzoni, classe 1946 di Pesaro, che si misurò con Manny Santos, neozelandese nato nelle isole Tonga. L’italiano finì sconfitto ai punti contro il campione della Nuova Zelanda e del Commonwealth dei pesi leggeri.
 
I quattro combattimenti disputati nel 1973 dal peso medio Gianni Mingardi, classe 1943 di Fidenza (Parma), avvennero a Sydney. L’emiliano riportò due vittorie ed altrettante sconfitte, tutte ai punti. Prima di fare definitivamente ritorno in Italia rimediò due successi in Argentina.
 
Nel 1975 sono stati quattro gli italiani che raggiunsero Melbourne. Il primo, Efisio Pinna, classe 1948 di Cagliari, è stato fermato ai punti da Ali Afakasi, neozelandese proveniente dalle Samoa. Pinna era stato campione nazionale dei pesi leggeri. Il secondo, pure sardo, fu Emilio Pireddu, classe 1946 di Elmas, che dovette cedere ai punti in 10 tempi al locale Big Jim West, già possessore delle cinture di Australia e del Commonwealth dei pesi mosca.
Gli altri due si esibirono nella stessa serata. Luigi Tessarin, classe 1948 proveniente da Vigevano (Pavia), lasciò il risultato al locale Brian Roberts per ferita nell’ottavo round. Giuseppe Agate, classe 1949 di Marsala ma residente a Milano, affrontò Lionel Rose, ex campione mondiale dei pesi gallo che dopo undici anni di professionismo ad altissimo livello non riusciva a scrivere la parola “fine” alla sua carriera. Per Rose si trattò dell’ultima vittoria, ottenuta nella terza ripresa.
 
La prima sconfitta dell’allora campione italiano dei pesi superleggeri Primo Bandini, classe 1952 di Dovadola (Forlì), venne scritta a Melbourne nel 1976 dove di fronte ad Andy Broome, mancino vincitore anche di Gilberto Biondi. L’anno seguente il romagnolo coronò il sogno di diventare campione d’Europa delle 140 libbre.
 
Uno degli ultimi italiani giunti in Australia per una breve trasferta fu Luciano Navarra, classe 1953 di Bari, che da febbraio a maggio del 1982 disputò quattro confronti, rimediando altrettante sconfitte, tre a Melbourne ed una a Brisbane.
 
Anche Primo Carnera richiamò molti “paisà” attorno al ring, ma alcuni anni dopo la gloria pugilistica, quando girava il mondo come lottatore.
 
 
La storia del pugilato australiano ci porta alla mente altri nomi che, combattendo in Australia, hanno saputo riscoprire le proprie origini italiane ed hanno fatto ritorno con successo.
 
Domenico Chiloiro, classe 1939 di Taranto, mosse i primi passi a Melbourne dove aveva portato i suoi interessi lavorativi. Dal 1964 al 1966 disputò innumerevoli combattimenti, quasi tutti vinti ad accezione di due sconfitte con il futuro campione del mondo Johnny Famechon per il titolo di Australia. Mimmo Chiloiro ottenne anche due verdetti di parità con il grande Famechon.
Il tarantino, dopo una breve parentesi italiana tornò a calcare nuovamente i rings australiani con alterna fortuna. Poi fece ritorno definitivo in Italia e, benché sconfitto da Giovanni Girgenti per il titolo italiano dei pesi piuma, conquistò la cintura europea dei pesi superpiuma.
 
Jake Gulino, Giacomo Gulino all’anagrafe di Caltagirone (Catania) dove nacque nel 1942, iniziò a combattere a Melbourne, dove si era trasferito con la famiglia e finì la carriera sui quadrati europei, affrontando i migliori in circolazione agli inizi degli anni 70.
 
Rocky Mattioli, classe 1953 nato a Ripa Teatina (Chieti), località che diede i natali al papà del grande Rocky Marciano. Passato professionista nel 1970 a Melbourne, dove viveva con la famiglia arrivata dall’Abruzzo, conquistò il titolo nazionale dei welter. Nel 1975 decise di combattere in Italia dove si stabilì. Due anni dopo arrivò al titolo mondiale WBC dei pesi superwelter inchiodando in cinque tempi, a Berlino, il campione Eckhard Dagge. Nel 1978 fece ritorno a Melbourne per difendere la cintura iridata contro Elisha Obed delle Bahamas che aveva dovuto cedere il titolo al tedesco Dagge nel 1976. Mattioli affondò Obed in sette riprese.
 
Giuseppe Gibilisco, classe 1954 di Solarino (Siracusa), trapiantato a Melbourne con la famiglia, volle seguire l’esempio dell’amico Rocky Mattioli. “Joey” nel 1978, dopo quattro anni di professionismo, si esibì in Italia e vi rimase per trovare quella gloria che meritava ma che non trovava in Australia. Ci riuscì nel 1981 ma, come Mattioli, che dovette sudare la conquista del massimo alloro all’estero, anche Gibilisco dovette viaggiare in Irlanda per cingere la cintura di campione d’Europa dei pesi leggeri. Lo fece con forza sull’idolo nord irlandese Charlie Nash. Nel 1983 la quarta difesa gli fu fatale e dovette cedere la cintura al bolognese Lucio Cusma.
 
Chiudiamo questo escursus ricordando una persona che ha saputo accogliere a Melbourne tanti pugili italiani. Evochiamo la figura di Rino Cafagna, insegnante di pugilato, originario di Barletta, che ha voluto fare ritorno nella sua terra dopo molti anni di emigrazione ma che è morto prematuramente per arresto cardiaco.
 
Primiano Michele Schiavone
 

 

 

 

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