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WSB, AD ALGERI I THUNDER SI SALVANO GRAZIE A RUSSO

 

 

Mosca fatale per Cuba

Naufragio caraibico in Russia: De La Cruz, Toirac perdono, Cervantes ko.

di Giuliano Orlando

Nella vecchia Arena di Mosca, davanti ad un pubblico partecipe, le aquile russe hanno tirato fuori castigando gli invincibili Domadores Cubani, per la prima volta battuti, da un quintetto sulla carta inferiore a loro. Nella boxe non si possono mai fare i conti prima del suono dell’ultimo round. Per essere gli ultimi due recuperi delle WSB, non sono mancati i brividi e le scintille. Le più emozionanti a Mosca, dove la supersquadra cubana torna casa con la prima sconfitta del torneo, limitata nei numeri (2-3) ma pesante nel complesso. Cervantes, che al momento dello stop (4 round) era indietro nel punteggio, è finito pesantemente al tappeto sul destro del debuttante Nazirov, 19 anni e sconosciuto alla platea, ma capace di tenere in scacco un campione come il cubano. Altro smacco, la sconfitta di De La Cruz, il campione del mondo negli 81 kg. delle ultime due edizioni. Ivanov l’eterno secondo, stavolta è stato più concreto e deciso, mettendo i guantoni a bersaglio con più decisione del cubano che tocchetta senza affondare ed evita lo scambio legando e scappando. Verdetto contestato dai cubani, ma sostanzialmente esatto. Il massimo Toirac, sul cui futuro giurano i cubani, contro Babanin, la cui pancia prominente sembrava il marsupio ballonzante di un canguro, non ha mai dato l’impressione di possedere quella personalità che distingue il campione. Boxa bene, buon repertorio ma anche pause molto lunghe. Per contro Babanin, pur sbuffando, quando trova bersaglio mette a segno colpi pesanti. In particolare nella terza e quarta ripresa, dove ha tolto al cubano la distanza e Toirac ha mostrato limiti atletici notevoli. Inoltre, evidente la struttura del cubano non da supermassimo. I due punti per Cuba sono venuti dal leggero Alvarez, che ha mostrato classe troppo superiore di fronte ad Abdurashidov, apparso intimidito e privo di idee. All’inizio del secondo round, una scarica precisa e potente chiudeva la partita. Ritenevo che il welter Zamkovoi potesse avere le armi tecniche per tenere a bada Despaigne, argento mondiale ad Almaty. Mi sbagliavo. Il cubano ha dominato il bronzo olimpico quattro round su cinque, colpendo più rapido, e muovendosi meglio. Il russo ha provato a pressare ma salvo il terzo tempo, era sempre Despaigne a toccare per primo e uscire dalle reazioni rabbiose ma infruttuose. I tre punti di Mosca pongono i russi al terzo posto nel girone B, che nei quarti trovano l’Ucraina scavalcata dall’Italia in vetta, che lascia Algeri con una vittoria strappata per i capelli. Che non fosse facile l’impresa lo si sapeva e in effetti la sconfitta è stata molto vicina. L’Algeria non aveva nulla da perdere se non salvare l’onore nazionale molto sentito. Infatti si sono battuti al limite delle loro energie in ogni match e come ormai prassi, è stato il solito Russo, che sarà anche istrione, che farà storcere il naso, che i giudici non lo favoriscono, ma alla fine porta a casa i punti che servono per vincere. Come anticipato la boxe di Barnes era la meno adatta per far breccia nella guardia di Flissi, che ha leve infinite e le muove in modo frenetico. Volendo sottilizzare la maggior parte dei colpi sono schiaffi, ma gli arbitri lasciano correre tutto e hanno ancora tanto da imparare prima di arrivare a conduzione corrette. Barnes ha cercato di tagliare la strada all’algerino ma solo al terzo round ha potuto capovolgere l’andamento, purtroppo un giudice ha segnato il round per l’algerino che ha così portato a casa una vittoria molto dubbia. A senso unico la sfida “interna” tra il gallo Kennouche e il francese, di famiglia algerina Djelkhir che ha perfezionato la tattica di avvicinamento contro pugili più alti. Difesa ermetica, movimento sul tronco e scariche sopra e sotto precise e potenti, che il coraggioso Kennouche ha subito per cinque riprese. Andava contato almeno un paio di volte, ma l’arbitro ha sempre lasciato correre. Negativa la prova di De Donato, salito sul ring con l’intendimento di volersi mostrare superiore all’avversario anche negli atteggiamenti. Va sottolineato che Chadi, volpone del ring, colpisce con l’interno del guantone nove volte su dieci. L’arbitro lo ha richiamato solo amichevolmente. Questo è l’andazzo. Detto questo, l’italiano ha combattuto tatticamente male, subendo senza replicare, scordandosi di uscire lateralmente dagli attacchi, passivo quando Chadi colpiva e si appoggiava. Un match nato e proseguito male, che i giudici hanno visto a senso unico. Anche nella quinta, dove il mancino milanese ha messo in pratica le tematiche giuste. Non era facile, battere il beniamino di casa, che faceva presa sul pubblico e incantava i giudici, ma De Donato era sottotono. A caval donato non si guarda in bocca e la vittoria di Tavarez è stato il miele nel bicchiere, ottenuto col punticino in più. Il mancino di Cabo Verde, francese ufficiale, ha perso quella sicurezza che mostrò nella prima edizione. Si limita a svolgere il compitino, anche se si vede che è allenato al meglio. Abbadi è il classico pugile attendista, buona scelta di tempo, scomodo ma non un super. Per batterlo netto dovrebbe impegnarsi, soffrire, cosa che Tavares esclude dalla sua mentalità. Ha rischiato la sconfitta contro Abbadi che è tutto dire. Ci auguriamo che accanto a Jutatoni, possa arrivare l’irlandese Quigley, visto nei quarti a Baku, gli azeri nei medi possono scegliere tra Migitinov, il russo Musalov che ha battuto il cubano Luis e il georgiano Khositashvili, gente tosta. L’ultimo incontro tra Russo e Bouloudinats, ha subito svoltato verso l’italiano, che l’ha impostato in chiave psicologica, mettendo l’avversario in difficoltà sul piano della personalità. Forse un po’ troppo istrione, ma Russo è questo e grazie a lui l’Italia trova sempre il punto in più. L’algerino senza essere un super ha mani pesanti e conosce la boxe. Non ha l’estro di Clemente e infatti ha perduto netto. Il punteggio è bugiardo, perché i giudici avendo assicurato a Russo il vantaggio nei primi tre round, ha omaggiato l’algerino negli altri due, senza che lo meritasse. L’ultimo in particolare. Il problema di arbitri e giudici è l’aspetto negativo di un torneo che rappresenta l’unica strada realmente percorribile dall’AIBA, che si ostina a lanciare l’APB, che è nella realtà un corridoio di qualità madia molto scadente e tutto da valutare. L’unico vantaggio è il riconoscimento del CIO. Ma il materiale è decisamente scarso. Concluse finalmente le qualificazioni, il 28 marzo iniziano i quarti con USA-Cuba, Germania-Kazakistan, Russia-Ucraina e Azerbajan-Italia. Si combatte nei 49-56-64-75 e 91 kg. Le categorie viste ad Algeri. I Primi due confronti hanno il favorito fisso nelle franchigie ospiti, gli altri due appaiono molto equilibrati, anche se il fattore campo potrebbe essere determinante. Il ritorno a ring invertito, il 4 aprile, vede in campo i kg. 52-60-69-81 e +91. Chi vince tra Italia e Azerbajan incrocia la vincente tra Germania e Kazakistan, nell’altro, scontro stellare con Cuba e la vincitrice tra Russia e Ucraina. L’Italia dovrebbe disputare i quarti a Campione d’Italia.
Giuliano Orlando

 

 

 

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