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KOLAJ DISPONE DI ADAMEK IN SEI RIPRESE

 

Kolaj si conferma campione dell'Unione europea

di Alfredo Bruno

ROMA, 19.10.2012 – Noi ci stiamo sempre girando attorno ma c’ è una realtà incontrovertibile: Orial Kolaj è un ottimo pugile e bene ha fatto Davide Buccioni a riproporlo in questa difesa dell'Unione Europea contro il pugile della Repubblica Ceca Tomas Adamek, 32 anni, atleta più che valido fisicamente, ma con qualche candela in meno nel carburante in virtù di una carriera se non proprio lunga, bisogna dire abbastanza dura.

Orial Kolaj attacca Tomas Adamek

Sul ring di Roma si è presentato comunque un buon pugile, un buon sfidante, che ha ricoperto con dignità il suo ruolo fino a quando le forze glielo hanno permesso. Adamek un longilineo dal fisico perfetto ha vigilato alla perfezione con il suo maggior allungo all’aggressività di Kolaj. Alla terza ripresa il ceco sciorinava con disinvoltura anche un montante per fortuna più fastidioso che deleterio.

Orial Kolaj esulta mentre l'arbitro ferma Tomas Adamek

Kolaj dal canto suo ha lavorato con una certa sssiduità al corpo con colpi che non erano certo carezze. Questo lavoro ha cominciato a dare i suoi frutti a partire dal quinto round vedendo un Adamek che cominciava a replicare al rallentatore. Capivi che era questione di poco e la soluzione arrivava al sesto quando un micidiale gancio destro al volto scuoteva lo sfidante, che aveva un barlume di lucidità per alzare il braccio con l’inconfondibile segno che ne aveva abbastanza. L’arbitro inglese McDonnell capiva al volo il dramma del pugile e decretava la fine del combattimento.

Orial Kolaj proclamato vincitore di Tomas Adamek

Per Orial Kolaj era un vero e proprio tripudio, forse un po’ troppo veemente, ma serve a specificare che l’albanese, adottato dalla Capitale, comincia ad avere un seguito sempre più consistente. Non piace solo il pugile per il suo coraggio e la sua potenza, piace anche il pugile per il suo carattere tranquillo e modesto. Un campione plasmato da Mario Massai e un uomo scoperto da Davide Buccioni.

Orial Kolaj e Tomas Adamek dopo il match

La riunione organizzata dalla Buccioni Boxing Team ha centrato ancora una volta il suo bersaglio con una buona affluenza di pubblico, in cui si riconoscevano parecchi vip come il presidente della Lazio Lotito e il simpatico interprete di Don Matteo, Simone Montedoro, entrambi grandi appassionati di questo sport. C’erano anche personalità riguardante la boxe come Mauro Betti, Enza Jacoponi, Segretario EBU e Antonio del Greco, vicepresidente FPI, nel suo ruolo di Supervisore EBU. L’abilità di Buccioni e del suo staff è quello di proporre un mix in grado di dare la visibilità di uno spettacolo completo dove alle belle ring girl di prammatica si mischiavano i clown di un circo seguiti con simpatica ironia dal pubblico. Uno spettacolo nello spettacolo insieme al grande protagonista che è il pubblico.
 
La Riunione iniziava con i dilettanti.
Due robusti ragazzi esordivano tra gli 81 kg. Ettesani uno spilungone proveniente da Perugia approfittava della momentanea emozione di Sebastiani, che gli costava due richiami, per accumulare preziosi punti che amministrava nel round finale in cui conteneva il serrate del romano, diventato più consapevole dei propri mezzi.
Tra Nodaro e Falco il match veniva subito incanalato nel secondo round da un richiamo e un conteggio subito dall’allievo di Cesare Costantini. Impossibile la rimonta per Falco grazie anche al bel finale di Nodaro.
Match impostato sulla boxe vera quello disputato da Salatino e Ippolito. Vedere due dilettanti che guardano più allo stile che alla sostanza può diventare una vera lezione di pugilato. Piace il bel sinistro di Salatino, ma Ippolito ha dalla sua una maggiore sostanza e soprattutto una maggiore potenza. Vittoria di misura per l’allievo di un Di Francesco al settimo cielo.
 
Le donne sono ormai protagoniste nel mondo dei guantoni. Se qualcuno ha seguito solo per curiosità il match tra Monica Gentili, all’esordio, e la milanese Daniela De Musso, entrambe accomunate dai 35 anni e da variopinti tatuaggi nelle braccia e nel corpo, senz’altro si è dovuto ricredere. Cancelliamo queste due particolarità e ammettiamo che le due ragazze se le sono date di santa ragione dal primo secondo all’ ultimo nell’arco di quattro round. Colpi potenti a livello industriale di fronte a un pubblico incredulo. La Gentili dava l’impressione arrivando a segno con maggiore facilità di avere il match in tasca, ma la De Musso nel secondo round faceva seguire al jab sinistro un micidiale gancio destro, bello per la sua precisione, con cui inviava al tappeto una stralunata avversaria. Il match proseguiva poi sulla falsariga precedente: più precisa la Gentili, ma sempre pericolosa un’avversaria che sembrava fatta di cemento armato. La vittoria andava giustamente alla Gentili, ma l’entusiasmo era diviso a metà tra le due incredibili atlete.
 
Andrea Pesce ogni volta che sale sul ring mette in discussione tutto se stesso nel bene e nel male. Il match contro Roberto Ruffini ne era la conferma. L’allievo di Luciano Sordini per tre round sembrava tenere la situazione sotto controllo di fronte al pericoloso marchigiano. A cominciare dalla quarta ripresa la situazione si capovolgeva irrimediabilmente con Pesce in apnea e un Ruffini sempre più intraprendente soprattutto dalla corta distanza. L’affanno aumenta le difficoltà e lo capisci dalla dentiera di Pesce che per due volte viene “scaraventata” per terra. Un peccato veniale perdonato dall’arbitro, che non impedisce a Pesce di perdere.
 
Manuel Lancia è un leggero che gli esperti seguono con interesse: potenza e aggressività non gli fanno certo difetto. Mario Salis, chiamato a tastarne le possibilità, dopo un primo round sull’orlo del crollo, piazza nel secondo round due velenosi diretti destri che Manuel sente e che immagazzina. L’allievo di Pino Fiori capisce che l’attacco frontale è pieno di insidie contro un simile soggetto e fa di prudenza una virtù. Fa bene perché Salis non è una meteora passeggera e lo tiene sempre all’erta. Lancia vince con merito, ma quello che più conta è che con questa vittoria sale qualche gradino nella considerazione della sua categoria.
 
Mirco Ricci, 22 anni, è indubbiamente un elemento da seguire con molta attenzione. Ha un fisico robusto, discreta potenza, ma soprattutto si muove con agilità considerando i suoi 81 kg.. Per certi versi, sia pure per il momento con le dovute proporzioni, Giulio Rinaldi, ma non sono avversari come Fiodar Pugachou a farlo crescere. La cosa più strana è che questo Pugachou aveva un buon biglietto da visita in cui c’era scritto “campione della Bielorussia”, solo che di fronte allo straripante Ricci è apparso poca cosa accasciandosi al tappeto al primo round e facendosi sgretolare nel secondo appena l’allievo di Sordini ha accelerato i tempi.
 
RISULTATI
 
Dilettanti
Kg. 81 Amin Ettesami (Sport Boxe Perugia) b. Guglielmo Sebastiani (Flaminio Boxe).
Kg. 75 Luca Ippolito (Italian Boxing Academy) b. Luca Salatino (Audace).
Kg. 81 Edoardo Nodaro (Boxing Arcesi) b. Michele Falco ( R. Costantini).
 
Professionisti
Mediomassimi: Orial Kolaj (+ 10, - 5) b. Tomas Adamek (+19, - 7, =1) kot. 6. Titolo Unione Europea. Referee: Marcus McDonnell | Judge: Grzegorz Molenda | Judge: Francisco Alloza Rosa | Judge: Raiko Djajic. Titolo Unione Europea EBU (supervisor: Antonio Del Greco).
Mediomassimi: Mirko Ricci (+ 7) b. Fiodar Pugachou (Bielorussia + 4, - 3) kot 2.   
Superwelter: Roberto Ruffini (+ 3,- 2) b. Andrea Pesce (+ 1, - 1, = 1) 6.  
Leggeri: Manuel Lancia (+ 4, =1) b. Mario Salis (+ 6, - 6, = 1) 6.   
Leggeri: Monica Gentili (+ 1) b. Daniela De Musso (+ 2, - 1) 4.  
 

 

 

 

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