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METTI, UNA SERA A RHO CON L'EUROPEO DI BOXE

 

 

Sarritzu scivola su Yanchy per l’europeo

Potrebbe essere stato il match d’addio.

Vincono Catalin, Sinacore e Moruzzi. Il test di Fragomeni dura due round.

di Giuliano Orlando

Quello disputato l’altra sera a Rho, hinterland milanese zona Nord Ovest,  al Centro Sportivo Molinello, da Andrea Sarritzu, potrebbe essere il match d’addio. Una scelta giudiziosa, perché arrivata quando ancora il sardo è in condizione atletica più che buona. Purtroppo non più a livello continentale, come ha dimostrato la prova coraggiosa e ammirevole contro uno scatenato Yanchy, questo bielorusso che dopo un inseguimento durato cinque puntate, ha raggiunto il traguardo europeo disputando il più bel match della carriera. Il pensiero di Alessandro Cherchi, organizzatore delle serata, che lo segue da tempo nella palestra OpiGym a Milano, dove Andrea si è allenato per parecchi mesi, non lascia dubbi. ”Penso che abbia capito sia giunto il momento del ritiro. Lo dico con affetto e stima, ma a 38 anni, dopo una carriera iniziata prestissimo sempre ad alti livelli, sia più che giustificabile passare la mano e pensare ad un futuro non meno interessante. Ha espresso il desiderio di restare nel mondo della boxe, si sente portato all’insegnamento è un sardo come la nostra famiglia, quindi faremo il possibile per inserirlo al meglio nel nuovo contesto. L’altra sera ha lottato come un leone, ci ha messo il cuore e quello che aveva dentro. Non è bastato, perché la legge del tempo ha prevalso. Per battere Yanchy che ha disputato il più bel match della carriera ci volevano le condizioni di qualche anno addietro. Meglio fermarsi quando ti senti bene che per assoluta necessità. Questo il mio parere”. Il postino ha suonato reiteratamente, ma Andrea Sarritzu (34-7-5), 39 anni, nonostante abbia gettato il cuore e la voglia, non ha saputo rispondere al punto di mettere in difficoltà quel diavolo di Valery Yanchy (23-3-2), 36 anni, bielorusso convertito alla Spagna, ha finalmente saputo cogliere quell’europeo che ambiva dal 2008. Nel frattempo è sceso di categoria, dai gallo ai mosca, senza perdere energie e velocità di’esecuzione, nonostante sia asciutto come un’acciuga. senza un filo di grasso.

Andrea Sarritzu in una fase di attacco a Valery Yanchy

La OPI2000 ha offerto al guerriero sardo l’ennesima opportunità continentale, ma il peso di una carriera lunghissima, iniziata a 15 anni, si è fatto sentire e sia pure in modo più limitato dei numeri espressi dai giudici, - personalmente avevo un punto per Yanchy - e molti addetti ai lavori a bordo ring, compreso un arbitro italiano di livello internazionale, oltre a diversi ex pugili, ipotizzavano la vittoria di Sarritzu. I tre giudici segnavano dai due ai quattro punti per il bielorusso, decisamente troppi. L’impressione è che Sarritzu abbia perduto quella velocità e continuità che ha etichettato una lunghissima e gloriosa carriera, con due sfide mondiali (2002-2003) contro Omar Narvaez, una sconfitta e un pari. Visto il valore del campione platense, ancora in sella, dopo un decennio nei mosca, ora nei supermosca, ne lascia capire il valore. Di conseguenza pure quello del sardo. A livello europeo è stato titolare dal 2006 al 2008 e dal 2009 al 2011. Ben undici le sfide continentali e quella disputata a Rho, dovrebbe anche essere la conclusione di una carriera di vertice, che non deve essere sminuita con un finale malinconico. In effetti Andrea Sarritzu il ring lo ha incontrato giovanissimo e subito alla grande. Nel 1992 a 16 anni campione italiano novizi A nei minimosca, nel ’94 coglie l’argento mondiale jr. e vince il Torneo Internazionale Italia. Tre bronzi nel ’95: ai mondiali militari, al torneo assoluto Italia e ad Atene dove debutta nei mosca. Nel 1996, l’anno dei Giochi di Atlanta, il ct Oliva ritiene il sardo troppo giovane, per l’esperienza tanto più che stenta a restare nel peso. Anche se a dicembre, l’allievo dell’AP Loi del maestro Marco Scano, sale sul podio più alto agli assoluti di Roma tra 48 kg. Il ct, azzurro lo tiene in considerazione, pur dando la precedenza a Molaro, che ai campionati italiani a Milano, batte Sarritzu in semifinale in virtù dell’esperienza. Oliva lo porta al torneo di Costanza in Romania come minimosca e sale sul podio come terzo. A quel punto, 22 anni, decide che l’avventura in maglietta sia finita e passa professionista con Salvatore Cherchi. Debutta il 29 maggio ’76 battendo il quotato Laganà per abbandono al secondo round, come aveva fatto a Roma in semifinale l’anno prima. Ma sarà proprio il calabrese, che aveva ribattuto pochi mesi prima, a dargli il primo dispiacere da pro. Con una prova tenace e una certa benevolenza dei giudici, sul ring di Catona nel reggino, infligge al sardo la prima sconfitta nei pro. Nulla di preoccupante, visto che dopo altri nove incontri, nel 2001 diventa campione internazionale IBF. L’anno dopo a Villasimius (Ca) affronta Narvaez per il mondiale mosca WBO, perde ma combatte alla pari, tanto che nel 2003 sfiora il colpaccio contro l’argentino. Pari dopo 12 round di fuoco, sempre all’attacco. La carriera prosegue sempre ad alto livello, oltre all’europeo di cui abbiamo già detto, la OPI2000 allestisce la terza opportunità iridata. Il 28 ottobre 20011 affronta il sudafricano Moruti Mthalane che si dimostra troppo abile e rapido, non offrendo alcuna possibilità di successo per Sarritzu. Il resto è noto. Adesso tocca al sardo prendere la giusta decisione.

Olegs Lopajevs cerca la lunga distanza contro Giacobbe Fragomeni

Nella serata di Rho, seguita da un buon pubblico, per Giacobbe Fragomeni neppure il tempo di scaldare i muscoli, che l’inconsistente lettone Oleg Lopajevs, il cui record (7-9) poteva garantire una certa resistenza, era cotto a puntino. Sul ring, si è visto il fantasma del pugile atteso, in crisi al primo pugno, in piedi a fatica nel round iniziale, crollato nel secondo, senza opporre la minima resistenza. Penoso.
 
Ancora più veloce il mediomassimo romano Alex Sinacore (6), che conferma di avere mani pesanti. La resistenza del tunisino italiano Jamel Haddaji è durata solo 28”, quasi un record. Il tempo di scagliare un paio di bordate al corpo di Haddaji, micidiale il sinistro al plesso, principale colpevole della resa di un rivale, sul quale il manager Cavallari contava per un rilancio a tempi brevi, Il rilancio o meglio la conferma è arrivata dal mancino di Roma, che ci auguriamo prosegua l’attività più speditamente.
 
Vince sia pure ai punti, l’altro romano Daniele Moruzzi (14-1), superwelter di 30 anni, dai pugni veloci e dalle buone basi, anche se con qualche pausa di troppo, ininfluente contro il biondo lettone Andrejs Loginovs (15-35-1) che ha fatto il suo dovere di collaudatore, senza infamia né lode. Come il brevilineo Ruslans Pojonisev (15-31-1), baltico di Riga, che perlomeno si è battuto per quello che sono i suoi limiti, contro il danubiano Catalin Paraschiveanu (2) sul quale la Opi2000 conta molto. Il ragazzo nato a Focsani, 300 km, da Bucarest, nel ’91, ha un fisico armonico, la giusta altezza del medio (1.83) e braccia veloci. Il lettone più basso di almeno 15 cm. ha cercato di limitare i danni. Catalin ha boxato in punta di fioretto, in modo scolastico con poche variazioni, molto attento non prendere colpi. Al termine dei sei round, il bilancio era tutto per il romeno, che non era neppure sudato, mentre il viso dell’avversario appariva rosso melone. Franco Cherchi ha sottomano un soggetto sul quale lavorare con grande profitto.
 
Il battesimo della boxe a Rho (Mi), si può definire positivo. La previsione di un bis non è utopistica e potrebbe aver luogo in estate all’aperto, visto che la struttura ha spazi per una serata sotto le stelle.
 
Giuliano Orlando

 

 

 

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