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CHI È CATALIN, ROMENO D'ITALIA

 

 

Il nuovo acquisto della OPI 2000 promette molto bene

Nei dilettanti ha battuto Juratoni. Sabato combatte a Rho.

di Giuliano Orlando

MILANO. Alla scoperta di Catalin Paraschiveanu, peso medio romeno, in attesa di ottenere la nazionalità italiana. Nel frattempo, sarà di scena sabato a Rho, centro del milanese zona Nord Ovest, coinvolto a tutto tondo con i lavori per l’EXPO 2015, per la precisione al Centro Sportivo Molinello, la più importante struttura della zona, sita a Mazzo di Rho, in via Trecate, 52. Battesimo pugilistico per Rho, che ha precedenti illustri nello sport in particolare rugby, volley e basket. La OPI 2000 della famiglia Cherchi, ha convinto l’amministrazione locale dal sindaco Pietro Romano all’assessore allo sport Giuseppe Scarfone, a scegliere il pugilato ospitando un cartellone di ampio respiro, imperniato sull’europeo mosca tra il nostro Andrea Sarritzu (24-6-5) e il bielorusso Valery Yanchi (22-3-2) tipo tosto. Sul ring, il beniamino dei milanesi, l’inossidabile Giacobbe Fragomeni (31-4-2) chiamato ad un test di tutto rispetto, contro il lettone Oleg Lopajevs (7-8), in attesa di battersi col russo Grigory Drodz (38-1) per il titolo continentale. Nel ricco programma allestito da Cristian il matchmaker dei Cherchi, che comprende nei mediomassimi: Sinacore (5) c. Haddaji (5-2) i superwelter: Moruzzi (13-1) c. Loginovs (Let. 15-34-1) e in particolare il medio Paraschineanu (Rom. 1) contro Pojonisevs (Let. 15-30-1), sfida molto attesa visto che il romeno ha destato commenti favorevoli al debutto, lo scorso febbraio da professionista battendo a Milano il moldavo Lapteacru per kot al terzo round, dopo una bella battaglia.
Catalin Paraschiveanu, nato in Romania nel 1991, risiede a Milano, curriculum in maglietta di tutto rispetto: 160 incontri con sole 15 sconfitte, titolare nei superleggeri ai mondiali youth a Guadalajara in Messico nel 2008, battuto dal cubano Izla che vincerà l’oro, campione nazionale giovani nel 2009 e assoluto 2012 da welter. Titolare in diversi tornei internazionali, ha vinto la Cintura d’Oro a Resita nel 2012, battendo il suo tradizionale avversario Juratoni, che milita nei Thunder Italia alle WSB. Per diverse stagioni ha vestito la maglia della nazionale, fino a quando il fratello maggiore Jonut, ex pugile, giunto in Italia da una decina d’anni, operativo a Rovereto, ha pensato che per il promettente fratellino, l’unica strada utile era quella di poter entrare nella scuderia dei Cherchi.
La conferma arriva dal diretto interessato.
“La proposta di Jonut mi è piaciuta subito. L’Italia è sempre stata nei miei sogni. E’ stato lui, otto anni più anziano, che mi ha portato nella palestra di boxe, dove combatteva. Avevo 12 anni, pesavo 50 kg. alto 1.70, magro come un chiodo. Ho debuttato due anni dopo. Da allora, era il 2005, non mi sono mai fermato. Ho vinto i campionati nazionali nelle diverse categorie, salendo anno dopo anno di peso. Sono rimasto nei welter a 69 kg. fino al 2012, poi ho capito che uno alto 1.83 doveva per forza passare nei medi”. (nella foto Catalin Paraschiveanu con il maestro Franco Cherchi)
Come ti trovi in Italia?
“Mi reputo un fortunato, in quanto Jonut mi ha presentato a Salvatore Cherchi, presso la OpiGym, una bellissima palestra a Milano, che dirige il figlio Alessandro, dove ho conosciuto il maestro Franco Cherchi, fratello di Salvatore. Sono salito sul ring e ho fatto i guanti con alcuni dilettanti per capire se potevo essere all’altezza. L’esame è stato positivo, visto che adesso faccio parte della OPI2000, Non potevo chiedere di più. Sabato ho il secondo esame, il lettone Pojoniisevs, che ha pugno pesante. Farò il possibile di non assaggiarlo”.
Puoi descriverti?
“Mancino naturale, preferisco la boxe di rimessa ma so anche attaccare. Faccio male sia col sinistro che destro. Seguo la boxe in Tv, ammiro Pacquiao, Mayweather e Hopkins, Vorrei conoscere Hagler, che abita a Milano, uno dei più grandi medi della storia, pure lui mancino. Tifo Inter, ma non sono mai stato a S. Siro”.
Ti manca la Romania?
“No, ho scelto io di venire in Italia, convinto che la mia strada pugilistica possa avere un percorso migliore. La boxe è la mia vita e il mio futuro. Non solo, ho pregato Alessandro Cherchi che è il mio manager, di iniziare l pratica per ottenere la nazionalità italiana. Penso di svolgere la carriera in Italia, dove mi trovo troppo bene. I Cherchi mi hanno trovato un appartamento, mi alleno in una palestra bellissima, ho un maestro eccezionale come Franco, che ha allenato campioni d’Europa e del mondo, col quale ho un rapporto ottimo, cosa posso chiedere di più? Inoltre sono uno che non soffre di malinconia, mi bastano pochi amici, quelli giusti. Per essere un atleta debbo rispettare certe regole. Il professionismo si adatta alla mie caratteristiche organiche. Nei dilettanti, i tre round mi stavano stretti. Sono un diesel, mi scaldo lentamente. Meglio la lunga distanza. Amo leggere, cerco di imparare bene l’italiano e ascolto la musica”.
I tuoi genitori sono in Romania, li senti spesso?
“Quasi tutti i giorni. Col computer non ci sono problemi. Mio padre è il mio primo tifoso. Seguono i miei progressi e hanno in mente di venirmi a trovare. Sanno che adesso posso realizzare i miei sogni sul ring” Sabato debbo combattere con giudizio e mettere in pratica ciò che il maestro Franco Cherchi mi insegna”.
Ti piace Milano?
“Moltissimo, Cerco di scoprirla aiutato dal maestro e da Alessandro, che è come un altro fratello, visto che è molto giovane. Amo la musica lirica e un giorno vorrei andare alla Scala a vedere un’opera”.
Il maestro Franco Cherchi è entusiasta del giovane allievo.
“Ha una mobilità naturale sorprendente, riflessi notevoli e anticipo da campione. Impara in fretta e non si lamenta mai. Prevedo che in un paio di stagioni possa dire la sua a livello europeo. Veloce e potente, deve migliorare nella difesa, ma ci sto lavorando”. 
Già sabato darà la seconda risposta in merito.

Giuliano Orlando

 

 

 

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