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WSB, L’ALGERIA MORSICA E AFFONDA A BERGAMO

 

 

Valentino, Pintaudi, Mullenberg e Yoyce okay

Il mosca Khentache imita Tyson contro Picardi

Luca Messi, rientro vincente dopo otto anni

di Giuliano Orlando

BERGAMO. Non è mancato nulla in occasione della sfida World Series, allestita a Bergamo. Tutto esaurito all’Italcementi, oltre 2000 spettatori per assistere al confronto tra Italia e Algeria e soprattutto per applaudire il ragazzo di casa: Luca Messi, 39 anni, professionista dal 1998, inibito nel 2006 per una presunta irregolarità di una vena vicina al cervello. Inutile la replica dell’interessato per chiarire l’equivoco, salvo la clamorosa marcia indietro federale a distanza di sette anni. Senza pagare pegno. Così va il mondo. Nonostante il tempo infame, acqua a catinelle, una serata da record. Mai l’Italia aveva vinto 5-0, con l’Algeria è riuscito il colpo, con relativa facilità, vista la scarsa consistenza degli ospiti, che hanno boxe fotocopia, purtroppo per loro, indietro di qualche anno, in rapporto all’orientamento dell’AIBA, che ha scelto una strada tecnica totalmente opposta a quella praticata fino al 2010, europei di Mosca. Adesso per far punti devi colpire preciso e forte. Ottica che dei cinque nordafricani ha cercato di mettere in atto solo il welter Tabi, che ha disputato un match sullo scambio uno a te e uno a me. Andando vicino al successo. Il suo avversario Pintaudi, professionista (8+), è abituato a questo tipo di battaglia e l’ha orientata a suo vantaggio, mettendo qualche colpo in più e un miglior movimento del tronco, che hanno fatto la differenza. Il match più spettacolare della serata.
 
Riccardo Pintaudi e Sofiane Tabi
 
Vi è stato poi un fuori combattimento, quello inferto dall’inglese Joyce nei +91 all’impresentabile Touahar, campione nazionale con almeno dieci chili superflui. L’algerino, che ha braccia veloci e anche discreti fondamentali, nel round iniziale ha centrato diverse volte il gigante d’oltre Manica, che ha un fisico bestiale ma ancora tanto da imparare. Una volta scaldato il possente motore, ha letteralmente scassato il povero Fateh e bene ha fatto l’arbitro russo a fermare l’incontro dopo 40” del terzo round.

Joseph Joyce e Fateh Touahar

Il confronto col maggior tasso tecnico è stato come previsto quello tra i leggeri Valentino e Benbaziz, vinto nettamente dall’italiano che sta tornando al meglio delle condizione e ci voleva, perché il vincitore dei Giochi del Mediterraneo nei 56 kg. è un campioncino, ma la bella scelta di tempo e il gioco di gambe offerto, non producono molto, in quanto la sua boxe è solo di difesa e quando cerca l’attacco si scopre e annulla i pregi. Valentino lo ha sempre anticipato, colpendo con precisione e uscendo fuori dalla reazione di Benbaziz, il cui schema tattico è appunto quello che pagava prima della svolta agonistica.

Domenico Valentino e Reda Benbaziz

Stesso discorso per il mosca Khentache, alto 1.77 con braccia scimmiesche che se facessero il dovere di pungere, metterebbero in difficoltà molti avversari. Invece le muove timidamente, un gioco per un volpone come Picardi, 1,64 di altezza, handicap annullato con la velocità e la scelta di tempo nel colpire e mettersi al sicuro arretrando col passo laterale. Ma Khentache ha voluto lasciare il segno ugualmente. Lo ha impresso sulla spalla sinistra di Vincenzo con una morsicata degna del miglior Tyson. Questo nel quinto round. L’arbitro greco Bougioukas, dai riflessi da brachicardico, ha comminato un richiamo, ignorando che tale gesto comporta la squalifica. Anche qui il livello è davvero basso. Per Picardi una bella vittoria, tutti i round a suo vantaggio e il bilancio che sale a 10 successi contro una sola sconfitta nelle WSB. Bravo Vincenzino, eterno ragazzo di 30 anni, esempio di serietà e applicazione. Stesso discorso anche per Mirco, che sta ritrovando la giusta condizione in proiezione europea, mondiale e addirittura olimpica.

Vincenzo Picardi e Amine Khentache

A dirla tutta, il rientro dell’olandese Mullenberg non mi è piaciuto per niente. Aver battuto il più alto Kaalaour non è stata impresa epica, vista la scarsa consistenza dell’algerino. Una vittoria di forza del vice campione europeo mediomassimi in carica, apparso rigido e monocorde. Sempre avanti, guardia e testuggine e qualche sventola che una su quattro andava a bersaglio. Mai gli è venuto in mente di muovere il tronco, di portare colpi diritti e fare qualche spostamento laterale per colpire con i crochet. Troppa grazia direte voi. E avete ragione.
 
Peter Muellenberg e Hichem Kaalaour
 
Dicevo: non è mancato nulla. Luca Messi, che ha vinto pulito contro il medio Kkristian Camino, tornando a calcare il ring di casa dopo sette anni abbondanti, ha ricevuto tanti applausi anche se la strada per tornare ad essere competitivo a livelli buoni, non è tanto facile da percorrere. Intanto deve scendere nei medi jr. poi ritrovare quel colpo d’occhio indispensabile per covare ambizioni di risalita. Tutto questo ben lo sa Luca, 39 anni, professionista dal 1998, che per scommessa ha voluto riprovare l’emozione del ring, che gli era stata negata dalla FPI (Commissione Medica) dal 2006 e, visto l’esito conclusivo, sbagliando clamorosamente. “So bene che è tutto difficile alla mia età – ammette con giudizio – ma ci voglio provare. Ho chiesto a Loreni il mio manager di farmi combattere a tempi stretti in questi mesi. Il maestro Iovino è stato chiaro. Se reputa posso farcela, bene. Diversamente saluto il pubblico e continuo a fare l’imprenditore che è il mio lavoro”. Più sincero di così!
 
Luca Messi e Kristian Camino  /  foto di Marco Chiesa
 
Ultimo exploit della serata, quello messo in atto dalla polizia di Bergamo, che nonostante la fitta pioggia è uscita dal caldo della sede, riversandosi con spirito di disciplina a multare le tantissime vetture fuori dagli spazi utili. Operazione esemplare. Una semplice domanda. Dove dovevano parcheggiare i trasgressori, visto che sono arrivate almeno 200 auto e i parcheggi non superavano i 50 posti?
Dopo il settimo turno, nel Girone A, la situazione è tutta da definire e la classifica è assolutamente provvisoria. L’Ucraina per i fatti politici del momento, non ha allestito il confronto contro la Germania previsto a Kiev, che dovrebbe svolgersi il 14 febbraio sempre nella capitale ucraina. L’altro confronto disputato a Mar del Plata, ha visto gli USA vincere a sorpresa con un rotondo 4-1. Al momento guida l’Ucraina con 14 punti,segue l’Italia a quota 14, quindi la Germania 6, Algeria e USA a 5, mentre l’Argentina ha 3 punti. Sono ben tre i recuperi della Germania. Il 14 e il 15 febbraio, rispettivamente contro L’Ucraina in trasferta e gli Usa in casa. L’8 marzo, una settimana dopo le qualificazioni, ospita l’Ucraina e solo allora sarà definita la classifica del Girone A. L’Italia nella stessa giornata va in Algeria a restituire la visita, prevista inizialmente il 23 novembre 2013. Nel Girone B, va meglio. Tutto regolare. Nel settimo turno questi risultati. Cuba-Polonia 5-0, Messico-Azerbajan 3-2, Kazakistan-Russia 5-0. La classifica. 1. Cuba p. 21; 2. Kazakistan p. 16, 3. Russia p. 13, 4. Azerbajan p. 11; 5. Messico p. 5, 6. Polonia p. 1. Tutto deciso per i primi quattro posti. Resta da definire le posizioni dietro Cuba.
Tra venerdì 7 e sabato 8 febbraio, l’ottavo turno, di cui parleremo nei prossimi giorni.
 
Risultati di Bergamo:
 
WSB
Joseph Joyce V TKO 3 Fateh Touahar
Peter Muellenberg V PT 5 Hichem Kaalaour,  3:0  (50-43; 50-44; 50-44)
Riccardo Pintaudi V PT 5 Sofiane Tabi,  3:0  (48-47; 48-47; 48-47)
Domenico Valentino V PT 5 Reda Benbaziz,  3:0  (50-45; 50-45; 50-45)
Vincenzo Picardi V PT 5 Amine Khentache,  3:0 (50-44; 50-44; 49-45)
 
Professionisti
Luca Messi V PT 6 Kristian Camino
 
Giuliano Orlando

 

 

 

 

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