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WBS, ITALIA THUNDER SUPERA UKRAINE OTAMANS

 

 

E ADESSO, KIEV, ARRIVIAMO!

Dolce & Gabbana Italia Thunder vs Ukraine Otamans 4-1

Comunicato stampa

Il primo impegno della serata vede protagonista l'ungherese Imre Szello per i pesi mediomassimi, contro il giovane Denys Solonenko. Una combinazione di quest'ultimo apre la contesa, ma già nel primo round Szello fa valere l'esperienza e colpisce l'ucraino a più riprese alla lunga distanza, senza offrire nessun bersaglio fisso all'avversario. Nel secondo round Solonenko si fa più intraprendente e Szello subisce qualche colpo, ma l'ungherese controlla e resta più preciso nel portare i suoi colpi in maniera potente e precisa, soprattutto alla figura. Il tema del match è ormai chiaro, con Szello in pieno controllo, contro un avversario che oltre alla volontà non fa vedere nulla di particolare.
 
Imre Szello (destra) vs Denys Solonenko  /  foto: André Lucat
 
Il pugile della franchigia italiana aumenta l'intensità dei colpi e l'avversario va addirittura vicino al knock-down, in un round completamente dominato da Szello. Anche nel round successivo l'ucraino può solo subire i colpi di uno Szello che non preme troppo sull'acceleratore, ma che si limita a controllare e colpire quando se ne presenta l'occasione. Nell'ultima ripresa Szello può limitarsi a controllare per una vittoria importante.
Imre SzelloDenys Solonenko  3-0 (50-45; 49-46; 50-45)
 
Nel secondo match della serata, in scena i pesi medi. Per Dolce & Gabbana Italia Thunder sul ring il forte ed esperto irlandese William Mc Laughlin, opposto a Ievgenii Barabanov, unico esordiente della serata e nemmeno ventenne. Mc Laughlin come al solito cerca di mettere il match sull'intensità. Anche Barabanov non si sottrae alla lotta e esce già un primo round molto interessante ed equilibrato in cui l'irlandese piazza forse i colpi migliori. Mc Laughlin carica nel secondo round praticamente a testa bassa, del resto Barabanov non mostra grandissima tecnica e se si va nel terreno del mestiere, del pressing e della forza è proprio l'irlandese a fare le cose migliori. Nei cartellini però due giudici hanno il pari, quindi il match è in equilibrio, cosa che Mc Laughlin cerca di rompere con un inizio di ripresa all'arma bianca e con due ottimi ganci destri che sorprendono l'avversario. Barabanov non sta a guardare, ma l'alfiere di Dolce & Gabbana Italia Thunder ci mette l'esperienza e la differenza si vede.
 
William Mc Laughlin (sinistra) vs Ievgenii Barabanov  / foto: André Lucat
 
Mc Laughlin è in vantaggio quando inizia la quarta ripresa e il suo ritmo è altissimo, tanto che nemmeno la guardia destra avversaria gli pone il minimo problema. L'inerzia del match è tutta dalla parte dell'irlandese e il vantaggio nei tre cartellini è ormai di tutta sicurezza, quindi nell'ultimo round si può limitare al controllo e a giocare con il cronometro. In effetti l'ultima ripresa scorre via dura ma senza nessun particolare sussulto. Vittoria unanime per Mc Laughlin.
William Mc LaughlinIevgenii Barabanov  3-0 (48-47; 50-45; 48-47)
 
Il terzo match è uno dei due più attesi della serata, quello per i pesi leggeri tra il fortissimo serbo di Dolce & Gabbana Italia Thunder, Branimir Stankovic, e il fenomenale Denys Berinchyk, argento mondiale e argento olimpico. Berinchyk si avventa immediatamente sul serbo, ma Stankovic è bravo a non scomporsi e a reagire d'anticipo. Il match si scalda e i ritmi sono subito altissimi, l'ucraino punta al corpo a corpo e Stankovic non si sottrae, anzi è lui chiaramente a piazzare i colpi più puliti, in una battaglia di altissimo livello. E' sfida a viso aperto anche nella seconda ripresa, l'ucraino prova la corta distanza, ma Stankovic è preciso se ha lo spazio per poter lavorare d'anticipo. Proprio sul finale di tempo è battaglia vera con i due atleti che non usano nessuna tattica, ma si affidano solo al grande cuore. Si prosegue con il match in perfetta parità, Berinchyk attacca senza soluzione di continuità, Stankovic si fa sempre preferire dalla lunga distanza e nella tecnica pura. Il match è incerto e bellissimo, ma il campione ucraino pare accusare visibilmente un paio di colpi larghi del serbo. Berinchyk non molla e si arriva alla fine della terza ripresa con i due pugili che sono quasi in riserva di energie.
 
Branimir Stankovic (destra) vs Denys Berinchyk  /  foto André Lucat
 
I giudici assegnano la ripresa all'ucraino; Stankovic ora mostra grande cuore e arriva persino a provocare il più famoso avversario. Ormai le forze se ne stanno andando, i pugili si affidano solo alle residue stille di energia e lo spettacolo diventa davvero entusiasmante. Berinchyk spesso usa anche un po' di mestiere sporco non sanzionato dall'arbitro sul ring, ma pare chiudere meglio con un buon uso del sinistro. Quando inizia l'ultimo round, i cartellini sono tutti e tre in perfetta parità, quindi per vincere bisogna convincere due giudici. Berinchyk attacca, ma Stankovic risponde di potenza, i colpi non si contano più da entrambe le parti, in un match di grande spettacolarità e incertezza. Suona il gong e il pubblico è in visibilio, tutti aspettano il risultato dei giudici: è unanime a favore di uno straordinario Branimir Stankovic contro un grande Berenchyk in quello che sicuramente va classificato come l'incontro più bello della stagione dei Dolce & Gabbana Italia Thunder. 
Branimir StankovicDenys Berinchyk  3-0 (48-47; 48-47; 48-47)
 
Il primo italiano impegnato stasera è il peso gallo Vittorio Parrinello, che deve riscattarsi dalla brutta sconfitta contro Gojan, e che cercherà di farlo contro l'ucraino Viktor Gogolyev. Il match è subito intenso e senza fasi di studio, Parrinello attacca e l'ucraino cerca di rispondere tenendo il centro del ring. Il match continua sul piano dell'equilibrio, anche se Parrinello dimostra maggiore talento e non va praticamente mai in sofferenza. Il pugile campano agisce prevalentemente dalla lunga distanza ed è agile a sottrarsi agli improvvisi attacchi dell'avversario.
 
Vittorio Parrinello (destra) vs Viktor Gogolyev  /  foto: André Lucat
 
Parrinello controlla e attacca quando è il momento giusto, ma Gogolyev lo anticipa in qualche occasione e la situazione dei cartellini si fa abbastanza intrigata, anche se l'italiano è ancora davanti in due cartellini su tre. Gogolyev però ha preso le misure a Parrinello e il match è ormai in chiaro equilibrio, l'ucraino lavora bene con gli spostamenti e non offre più un bersaglio facile, anzi rientra con buoni colpi che il campano replica solo nel finale. Ultimo round con vantaggio di Parrinello importante in due cartellini su tre, che gli potrebbero permettere di controllare e far trascorrere la ripresa senza rischiare nulla. Gogolyev può solo attaccare, ma pare visibilmente stanco e non avere le armi per cercare il colpo del ko. Parrinello non tentenna mai fino alla fine, la sua è una addirittura una vittoria unanime.
Jahyn Vittorio ParrinelloViktor Gogolyev  3-0 (48-47; 49-46; 49-46)
 
Per il match più atteso della serata, quello in cui il gigantesco Matteo Modugno, quattro belle vittorie in stagione, affronta il fuoriclasse Oleksandr Usyk, campione europeo, mondiale e olimpico dei dilettanti. Una sfida tra giganti, che può essere decisiva per l'approdo in finale di una squadra o dell'altra. Modugno deve sfruttare il maggiore allungo e i quasi trenta chili in più di peso, Usyk è attendista e le prime fasi del match sono tutte di studio.
 
Matteo Modugno (destra) vs Oleksandr Usyk foto: André Lucat
 
Modugno cerca il colpo pesante da lontano, Usyk lo punzecchia d'anticipo soprattutto con il jab, prima di farsi strada con il gancio destro e aggiudicarsi la prima ripresa. Nel secondo round diventa chiarissimo il predominio del fenomeno ucraino, Modugno è costretto alle corde, è toccato con un potente sinistro e l'italiano subisce un primo conteggio. Si rialza coraggiosamente ma non può più sottrarsi ai colpi di Usyk e l'arbitro decreta il ko alla seconda ripresa.
Matteo ModugnoOleksandr Usyk  TKO
 
L’incontro di ritorno della Semifinale appena disputata si terrà allo Sport Palace di Kiev venerdì 19 aprile.
 
Foto: André Lucat
 
Guia Peres
Dolce & Gabbana Italia Thunder
Press Office

 FonteAlfredo Bruno

 

 

 

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