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ACCADDE OGGI, L’ACUTO DI CARLO SARAUDI

 

 

Il 19 dicembre 1930 sconfigge Preciso Merlo

di Alessandro Bisozzi

Carlo Saraudi (nella foto) era nato a Civitavecchia nel 1899.
Aveva cominciato a tirare i primi pugni quando ancora in Italia non esisteva la Federazione Pugilistica, praticamente prima che la boxe fosse riconosciuta come sport. Erano gli anni in cui un circo itinerante di professionisti girava l'Italia per far conoscere una competizione "dura e spietata, ma fatta in punta di piedi", come la descrisse "Il Corriere della Sera" in un articolo del 1909.
Agli inizi degli anni '20 Civitavecchia contava già una nutrita schiera di seguaci del ring e Carlo era senz'altro il migliore di tutti loro. Ma in città non c'era una vera e propria scuola e chi frequentava la palestra di piazza Camporsino sapeva di poter contare solo sulle proprie capacità di apprendimento o sulle proprie doti naturali.
Nel 1922, invitato dai tanti appassionati di uno sport che stava per diventare popolarissimo, arrivò a Civitavecchia il forte pugile romano Romolo Parboni che disputò un combattimento al Teatro Traiano contro Mario Zuccari. Fu una bella serata nel corso della quale si svolsero diversi incontri che videro impegnati molti atleti dilettanti, tra cui i locali Carlo Saraudi e Aldo Tombolelli.
L'entusiasmo del pubblico commosse Romolo il quale capì che in quella piccola cittadina portuale c'era terreno fertile per diffondere lo sport e ottenere dei risultati.
Il romano aprì una palestra e cominciò ad insegnare il pugilato con metodo e competenza.
Saraudi era un atleta completo e già molto preparato, un medio-massimo dal fisico robusto e possente. Eppure militava ancora tra i dilettanti in un'epoca in cui spesso si passava professionisti prestissimo. Quando Carlo decise di compiere il gran passo, Romolo gli consigliò di portare ancora un po' di pazienza: c'erano le Olimpiadi di Parigi e l'atleta romano aveva intuito le grandi possibilità che aveva il civitavecchiese se si fosse presentato a quel torneo con il suo ben fornito bagaglio di esperienza.
A quelle Olimpiadi Saraudi superò i primi due turni combattendo a mani basse. In semifinale incontrò l'inglese Harry Mitchell, di un anno più anziano e anche lui consumato mestierante, al quale tuttavia diede una bella lezione di pugilato.
I giudici però videro il civitavecchiese perdente e il verdetto fu ritenuto a tal punto scandaloso da indurre la federazione italiana a ritirare l'intera squadra di pugilato dalle competizioni.
Saraudi subì un torto doppio: non poté diventare il primo pugile italiano a giocarsi una finale alle Olimpiadi e non poté nemmeno salire sul ring e provare a conquistare la medaglia di bronzo.
Dopo quella brutta esperienza passò professionista e nel 1926 partì per gli Stati Uniti, dove rimase per circa due anni. La lunga trasferta arricchì il bagaglio tecnico del civitavecchiese che tornò in patria con una sola sconfitta nel suo record.
Preciso Merlo (nella foto a destra) era nato nel 1910. Un atleta nel più puro significato del termine, uno sportivo completo dalla figura scultorea e dotato di qualità fisiche che lo avrebbero potuto far eccellere in qualsiasi altro sport.
Passato professionista nel 1928, Preciso si stava avviando a grandi passi verso il titolo italiano e l'incontro con Saraudi era considerato uno dei match di preparazione.
L'incontro si disputa a Civitavecchia il 19 dicembre 1930 e quando Carlo sale sul ring allestito al Teatro Traiano, l'entusiasmo dei suoi sostenitori è alle stelle.
Gli undici anni di differenza tra i due sembrano un abisso, ma il poderoso fisico del trentunenne civitavecchiese non ha niente da invidiare al giovane torinese. Al peso Saraudi denuncia settantotto chili e quattrocento grammi, quasi due chili e mezzo più dell'avversario.
All'avvio Carlo prende subito l'iniziativa, spara belle combinazioni, si muove bene attorno al rivale che cerca di avvicinarlo in corpo a corpo, la tattica a lui più congeniale.
L'esperienza di Saraudi gioca un ruolo fondamentale nella lotta che dalla metà del match comincia a farsi piuttosto violenta. Merlo è giovane e non rifiuta lo scontro fisico, cerca di bloccare come può la maggiore irruenza del rivale che lo centra al viso con dei colpi piuttosto precisi.
Alla quinta ripresa uno scambio durissimo, un potente crochet si abbatte sulla mandibola di Preciso che pur barcollando riesce a rispondere con un doppietto calibrato al millimetro: una combinazione particolarmente azzeccata che scuote il civitavecchiese, colpito al mento.
La reazione è immediata. Dalla sesta ripresa Saraudi parte all'attacco con la foga di un ventenne, azioni velocissime e molto pesanti, un fitto lancio di colpi per linee interne, un tiro pulito, essenziale e continuo che costringe Merlo alla difesa e all'arretramento.
Il vantaggio del pugile di casa aumenta in maniera evidente e all'ottavo round due potenti ganci, all'uscita di un clinch, scuotono il torinese che accusa piuttosto nettamente.
Era alquanto chiaro come Merlo avesse sottovalutato l'avversario, forse aveva ritenuto la differenza di età come un considerevole vantaggio per lui, ma le condizioni di freschezza di Carlo erano sorprendenti e lasciavano intuire una preparazione formidabile.
Il match si chiude con la chiara vittoria di Saraudi, ormai quasi alla fine di una carriera dignitosissima e piena di successi.
 
Carlo Saraudi (a destra) contro Preciso Merlo
 
Quello che per Merlo doveva essere solo un match di preparazione si rivelò, invece, come la riconferma di un fortissimo "prima serie", un esperto mestierante sul viale del tramonto che con quella stupenda prova si guadagnò, a trentuno anni suonati, il ruolo di sfidante al titolo italiano dei medio-massimi.
 
Alessandro Bisozzi

 

 

 

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