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WSB: AZERBAIJAN BESTIA NERA PER L'ITALIA

 

 

Prima sconfitta interna: 4-1 a Milano

Vince solo Manfredonia, sfortunato Vianello. Bel pubblico all’Alcatraz.

di Giuliano Orlando

Milano, 7 marzo 2015 – Niente da fare contro il quintetto dell’Azerbajan per l’attuale Thunder Italia, che si presenta con due debuttanti: Boufrakech (60) e Di Russo (69) che dimostrano coraggio ma l’inesperienza che diventa determinante quando affronti rivali che non sono fenomeni ma sicuramente sono più esperti e hanno qualità notevoli, oltre ad una preparazione perfetta.

Gli ospiti sono stati bravi e anche fortunati. Ci riferiamo al match dei +91 tra il russo Makhmudov e Vianello, partito male ma in recupero, fermato in avvio del quarto round, dopo aver vinto netto il terzo che lo avvicinava al rivale. Purtroppo una ferita dietro l’orecchio sinistro, a giudizio dell’arbitro dovuto ad un colpo, determinante per il medico, che molto frettolosamente ha deciso per lo stop. Un round l’avrebbe potuto concedere, la ferita era ampia ma superficiale, ignorando che per l’Italia poteva significare un punto importante.

Detto questo, le altre tre sconfitte erano preventivate, vista la quotazione degli avversari. L’indiano Bidhiru (52) ha inizialmente cercato di tenere il ritmo di Rabadanov, 29 anni, contro i 21 del nostro, troppo inferiore sul piano atletico, sovrastato dal mancino azero, buon tempista e dai colpi pesanti. A dirla tutta, il merito di Bidhuri è stato quello di aver resistito, perdendo ai punti. Un compito ancora più difficile lo aveva Boufrakech (60), con un debutto al brivido, affrontando il russo Selimov, oro mondiale 2007 a Chicago e due volte europeo (2006, 2010), talento ed esperienza da vendere. Sedik non si è fatto prendere dall’ansia, ha tenuto anche botta, ma la differenza di mestiere era troppo ampia per poter sperare nel miracolo. Un battesimo positivo, anche se la sconfitta è stata netta. Selimov prosegue in una stagione perfetta, aspirando al pass per Rio.

Pure per Di Russo (69) un battesimo difficile, con l’ennesimo mancino azero, il ventunenne Baghirov, il cui curriculum è però ben più ampio di quella dell’abruzzese. Troppo impreciso per eccesso di foga, costretto a snaturare la sua natura di incontrista, perché Parviz in fatto di abitudine ai match impegnativi, ha iniziato a diciassette anni e a diciotto si prese il lusso di vincere uno dei tornei più importanti in Azerbajan. Questo per capire la situazione tra loro e noi. Di Russo ha cercato la vittoria di forza, sbagliando tattica, ma è un errore comprensibile, dovuto al fatto che Baghirov lo anticipava sistematicamente con una scelta di tempo migliore. Tre sconfitte preventivabili, ma dolorose perché l’Italia in casa era stata un fortino inespugnabile, e la prima volta fa sempre male.

Come abbiamo già detto, il ricambio non è mai indolore, salvo avere valide alternative che l’Italia non possiede. Per sostituire i nostri senatori e gli stranieri che ci hanno permesso di vincere un’edizione e lottare in finale in un’altra, ci volevano pugili che al momento non fanno parte dei Thunder. Comunque non tutto è nero. Il campano di Recife, Valentino Manfredonia ha vinto una sfida che sulla carta non lo vedeva favorito. Il russo Migitinov è un carro armato con i mattoni nei guantoni.

Non è elegante ma ha un fisico bestiale, avanza senza curarsi più di tanto dei colpi, un cliente che anni fa mise in difficoltà l’ucraino Derevyanchenko che militava nei Dolce & Gabbana, costringendolo a dare il meglio per vincere. Manfredonia è riuscito nell’impresa rischiando forte, specie nella parte finale del secondo round, colpito da un paio di destri devastanti al viso, ha dovuto stringere i denti e non solo, per non farsi travolgere dal rivale. Molto bravo ad aver recuperato e ad aver saputo replicare nei momenti topici. Incontro tiratissimo, vinto meritatamente da Manfredonia con un ultimo round tutto cuore. Migitinov, dimostrando scarso senso sportivo, non solo non accettava il verdetto onesto, ma cercava di attaccar briga con l’avversario, fermato appena in tempo. Di Vianello abbiamo accennato sopra. Forse poteva anche vincere, considerato che il russo, sembrava meno esplosivo che in avvio. Resta comunque molto da lavorare per Bergamasco e i suoi collaboratori. Il supermassimo romano è cresciuto rispetto al passato, ma certi difetti, come la rigidità del tronco e la testa alta che diventa bersaglio facile per i rivali, sono limiti pesanti per un gigante sul quale puntiamo per Rio. Un passo indietro che non compromette nulla, ma per ovviare è necessario vincere fin da sabato a Roseto degli Abruzzi contro gli USA che stanno disputando la loro miglior edizione in assoluto.

 
Se la vittoria a Miami sull’Argentina (5-0) era scontata, quello che impressiona è il rendimento collettivo, che somma sei successi e due sole sconfitte. Contro l’Azerbajan ha ottenuto un netto 4-1 a febbraio, per capire come il prossimo impegno dell’Italia non sarà una passeggiata. Nel primo turno di ritorno pronostici rispettati, anche se qualche sorpresa si è avuta. In particolare la sconfitta del campione di Londra, Iglesias Sotolongo a Casablanca in Marocco, contro il locale Rabii nei 69 kg. A Blida in Algeria, la Russia ha steso i locali 4-1, presentando il supermassimo Gimbatov 20 anni, da due stagioni campione nazionale, la grande speranza per Rio, che ha vinto al primo round contro Khemchane, imitato da Butaev nei welter su Nemouchi. In attesa del recupero Russia-Algeria.
 
Risultati e classifiche. Girone A. Marocco-Cuba 1-4; Cina-G.B. 4-1; Algeria-Russia 1-4; Messico-Ucraina 5-0. Classifica: Cuba 24; Russia 18; Ucraina 14; Messico 13; Marocco e G.B. 9; Cina 8; Algeria 3. Girone B: Usa-Argentina 5-0; Polonia-Portorico 3-2; Italia-Azerbajan1-4; Venezuela-Kazakistan 1-4. Classifica. Kazakistan 24; USA 19; Azerbajan 17; Italia 13; Portorico e Venezuela 11; Polonia 10; Argentina 1.
 
Prossimo turno (12-13-14 marzo). Girone A. Marocco-Messico; Cuba-Algeria; G.B.-Ucraina; Russia-Cina; Girone B.: Italia-USA; Azerbajan-Venezuela; Portorico-Argentina; Kazakistan-Polonia.
 
Giuliano Orlando

 

 

 

 

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