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SANTORO E MANCUSO PAREGGIANO A BRINDISI

 

Carmine Iaia è tornato all’angolo di Santoro

Carmine Iaia, allenatore e factotum dell’omonimo sodalizio pugilistico brindisino “ASD Boxe Iaia, ha organizzato la trentesima manifestazione in tre anni da quando lo ha fondato. L’evento celebrativo porta la data del 2 giugno ed ha avuto luogo nel PalaZumbo di Brindisi, con un programma misto realizzato da sei confronti amatoriali ed uno professionistico. L’organizzazione non ha trascurato la commemorazione dell’evento luttuoso dell’Emilia-Romagna ed ha reso onore alle vittime del terremoto con un minuto di silenzio.

Hanno aperto le ostulità il confronto tra gli junior Matteo Trane, kg 57 dell’ASD Iaia ed il siciliano Rosario Patti, kg 59 dell’ASD Scalia.
Trane, all’ottavo match, ha iniziato la sfida con attacchi. Il suo avversario, classe 1997, lo ha saputo contenere ed ha messo in pratica una pregevole boxe di rimessa. Il combattimento si è snodato per tre riprese all’insegna della velocità. Non sono mancati gli scambi a corta distanza preferiti dal pugliese, classe 1997. In più di una occasione i due lodevoli pugili si sono affrontati a viso aperto con scambi molto vivaci. Al termine dei sei minuti è stato preferito Patti, alla decima esperienza.
 
Nel secondo combattimento Salvatore De Leo, kg 60 dell’ASD Iaia, ha ottenuto la prima vittoria per il suo team a spese del siciliano Giuseppe Marchese, kg 60 dell’ASD Scalia. Il duello tra i due schoolboys è stato spettacolare. Il locale ha usato molto temperamento per avere ragione del tecnico isolano. De Leo, classe 1998, ha imposto scambi sostenuti a corta distanza. Marchese, suo coetaneo, è stato abile nell’anticipare il brindisino con le lunghe leve di cui dispone. De Leo ha incrociato i guantoni per la tredicesima volta e la superiore esperienza lo ha portato ad aggiudicarsi il verdetto ai punti. Marchese è salito sul quadrato per l’ottava volta.
 
Il terzo appuntamento ha visto alle prese due veterani del pugilato dilettantistico regionale, Armando Iaia, kg 69 dell’ASD Iaia e Danilo Cioce, kg 70 del Team Boxe Bari. Il seconda serie Cioce, impostato in guardia destra, ha iniziato il confronto con molta foga, affidandosi ad attacchi asfissianti fondati su sventole larghe. Iaia ha attuato la lattica di eludere lo scontro frontale. Il brindisino ha usato colpi lunghi portati per linee interne. Poi l’intensità del confronto ha indotto il pugile locale a scambiare colpi. Nelle fasi concitate i due pugili hanno speso molte energie scagliando combinazioni alternate al tronco ed al volto. Cioce, classe 1986, ha continuato ad incalzare il più flessuoso avversario anche nel terzo round. Iaia ha mostrato abilità nel portarsi fuori alla traiettoria, mandando a vuoto l’impetuoso avversario e pizzicando con azioni veloci.
Dopo nove minuti di lotta la vittoria è stata assegnata a Iaia, prima serie nato nel 1992, alla quartantaquattresima prestazione. Cioce ha calcato il ring per la trentunesima volta.
 
A scrivere un’altra vittoria sulla lista dell’ASD Iaia ci ha pensato Arber Budani, junior della classe 1996, impegnato contro Vincenzo Zingaro, youth della classe 1994, rappresentante dell’Acc.Pug. Andriese. Budani, kg 78, ha fatto leva sulla sua guardia mancina per distanziare Zingaro, kg 75, al termine dei sei minuti di combattimento. La sua maggiore esperienza maturata in quarantuno confronti, contro venticinque di Zingaro, ha contribuito a garantirgli la preferenza della terna giudicante.
 
L’ASD Iaia ha scritto un altro successo nel suo carnet dopo che Angelo Micello, junior di kg 86, si è imposto ai punti su Lorenzo Castelletti, youth di 84 kg che combatte con i colori dell’ASD Portoghese. I due si erano affrontati al debutto lo scorso aprile e la vittoria era andata al barsese per ferita del brindisino. Castelletti è molto alto rispetto al suo avversario. Durante le prime battute riesce a tenere a distanza Micello con le sue ampie braccia. Il locale forza i tempi per avvicinarsi all’allampanato atleta che tenta di sbarrargli la trada. Il movimento sul tronco del brindisino lo pone al riparo dai colpi lunghi che vengono scagliati dal barese. Con lo scorrere del tempo Micello impone il ritmo e la corta distanza. Il lungo Castelletti, anche guardia destra, non riesce a liberarsi della tenaglia che gli impone l’avversario. I due hanno palesato molta inesperienza. Micello ha combattuto per la terza volta mentre Castelletti ha combattuto il suo secondo match, contro lo stesso avversario.
 
Lo spettacolo dilettantistico è stato chiuso dallo scontro tra altri due navigati pugili pugliesi, Luigi Merico e Davide Simonetti, entrambi prima serie e di fronte per la quinta volta in meno di un anno. Dopo nove minuti di intensi scambi Marico, classe 1992 dell’ASD Pug.Merico-Pulsano, ha ottenuto il suo quarto successo contro uno a favore di Simonetti, classe 1991 dell’ASD Vivere Solidale con lo Sport. Merico boxa di rimessa ed usa abilmente sia la guardia normale che la mancina. Il più basso Simonetti si sposta in avanti come una catapulta con l’intento di accorciare la distanza. Alla lunga ci riesce ed il match diventa infuocato. Simonetti è più combattivo ma trascura il classico uso del sinistro lungo per infastidire l’avversario e ridurre la distanza. Alla fine i colpi più limpidi di Merico, impegnato nella sessantesima prestazione, hanno determinato la differenza sui cartellini dei tre giudici. Simonetti si è esibito per l’ottantunesima volta.
 
Antonio Santoro ed Angelo Mancuso prima del match
 
Come da programma sono saliti sul quadrato il peso welter salentino Antonio Santoro ed il palermitano Angelo Mancuso, per un confronto professionistico sulla distanza delle 6 riprese.
Entrambi hanno fatto fermare l’ago della bilancio al limite di 68 chili. L’equivalenza del peso è stata descritta anche dai valori espressi sul quadrato con un equipollente verdetto nullo deciso al termine dei 18 minuti di lotta.
Al suono del gong della prima ripresa Santoro, guidato all’angolo da Carmine Iaia,  si è concesso al pugilato recitato a corta distanza, più congeniale al più basso avversario. Il pugliese non ha saputo sfruttare il suo allungo ed ha permesso all’isolano di stargli vicino per combattere, con la guardia raccolta a protezione dei fianchi e della testa, a ridosso dell’avversario. In questa fase si sono visti molti colpi, tutti inutili ai fini della dimostrazione del migliore. Poi Santoro trova la distanza per allungare il sinistro e doppiarlo in gancio. Mancuso, seguito all’angolo da Vito Ingargiola, si fa strada con il montante destro. Il leccese subisce al volto anche il destro diretto del suo avversario. L’insistenza del pugliese nel portare il montante destro al tronco finisce in una traiettoria troppo bassa, con un colpo che viene accusato dall’avversario e prontamente rilevato dall’arbitro. Santoro finisce il round con il naso sanguinante.
Nel secondo tempo il sinistro-destro di Santoro trova il varco per stamparsi sul volto del suo avversario che non perde tempo a ripagare l’offesa subita. Il pugile locale appare più costruttivo con azioni diversificate. Il siciliano insiste con il montante destro doppiato dal gancio con la stessa mano. Quando Santoro riprende ad organizzare il suo pugilato Mancuso si disunisce ed è costretto ad arretrare.
La terza ripresa inizia con Santoro teso ad imporre la sua superiorità. La voglia di fare lo porta ad un nuovo colpo basso. Poi il cliché del match torna ad imperare con i due pugili disposti ad affrontarsi a cortissima distanza. Pochi i lampi di boxe lucida. Molte le fasi convulse con azioni ravvicinate. Quando Santoro tenta di riportarsi al centro del quadrato per dettare le regole del gioco non usa il sinistro di sbarramento e subisce le poche repliche del suo avversario.
Nel quarto round il pugliese aumenta la pressione sul mobile opponente ma lo fa con molta ingenuità e finisce sui colpi incrociati dell’avversario che arretra per sottrarsi all’incalzare. Santoro guadagna terreno mulinando le braccia e si fa preferire con l’uppercut destro ed il gancio sinistro.
Il pugliese inizia la penultima frazione mostrandosi con la guardia destra e guadagnando il centro del ring. Mancuso gira lungo le corde con la guardia alta. Il siciliano usa la velocità di gambe per spostarsi e rientrare a corta distanza per non lasciare l’iniziativa al pugile locale che continua ad affidarsi al cross sinistro ed al montante destro.
L’ultimo tempo parte con Santoro proteso alla carica. Mancuso non viene tradito dal suo temperamento e riesce a piazzare colpi di rimessa di buona fattura. Il pugliese aumenta il numero dei colpi e Mancuso gli ribatte con l’uno-due al volto. Santoro porta più colpi ma potrebbe evitare quei pugni dritti con un piccolo movimento laterale. Il pugliese picchia di più ma si affida al suo istinto e procede in modo statico.
Alla fine il verdetto pronunciato è di parità. Il 29enne Santoro è rimasto imbattuto con 6 vittorie (2 prima del limite) ed 1 pareggio. Il 21enne Mancuso, sconfitto ai punti al debutto nel mese scorso, ha fatto meglio nella sua seconda fatica a torso nudo, rimediando il pari.
 
da sinistra, Giuseppe Schiavone (AG), Carlo Racioppa (CR), Michele Contino (AG) ed Angelo Calia (AG)
 
Commissario di riunione: Carlo Racioppa
Arbitri e Giudici: Angelo Calia, Michele Contino e Giuseppe Schiavone
Medico: dott. Giovanni Rizzo
Cronometristi: Vincenzo Ammaturo e Mauro Campanelli 
  
 Primiano Michele Schiavone
 

 

 

 

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