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SFUMA IL SOGNO EUROPEO DI ABATANGELO

 

 

Il piemontese sconfitto ai punti ma con onore

Schwerin, Germania, 24 agosto 2013 – Il sogno del piemontese Stefano Abatangelo di passare dal trono italiano a quello europeo dei pesi mediomassimi è sfumato nello Sport and Congress Center di Schwerin, al cospetto del titolato tedesco Juergen Braehmer che ha vinto la sfida volontaria con verdetto unanime. Dopo 12 riprese stereotipate il risultato finale ha premiato il campione con due 119-108 ed uno meno ampio di 115-111.
L’italiano è stato troppo remissivo per molte riprese. Il mancino Braehmer, kg 79, ha preso le misure per controllare lo sfidante ed ha continuato a mantenere lo stesso atteggiamento senza sbavature. Questo conforme comportamento, fondato sull’uso del destro lungo doppiato dal sinistro portato come diretto al capo e montante al tronco è stato il canovaccio vincente del tedesco. Il più basso Abatangelo, kg 78.300, ha permesso al tedesco di tenere il centro del ring e le redini del confronto per lunghissimo tempo. L’italiano ha retto il confronto chiuso in una ermetica guardia, muovendosi quasi sempre all’indietro con una postura molto rigida rispetto alle tematiche tattiche del suo avversario. Il piemontese non è riuscito a tramare una strategia utile rispetto alla classica e stereotipata impostazione del tedesco, 35 anni da compiere in ottobre. Di tanto in tanto ha cercato di graffiare con i colpi larghi ma i suoi attacchi sono stati quasi sempre isolati. Quando si è trovato a corta distanza, invece di infittire il lavoro al tronco doppiando i colpi al capo rimaneva in clinch.
Abatangelo, ferito sotto l’occhio sinistro nella quarta ripresa, ha subito pure un richiamo ufficiale nel round seguente per aver colpito dopo il comando dell’arbitro.
L’italiano ha preso confidenza con il campione tedesco dal sesto round quando ha iniziato a scagliare colpi dalla guardia sempre ermetica. In questo frangente è stato toccato da un sinistro in gancio che lo ha fatto sanguinare dal naso. Al piemontese ha fatto difetto il movimento sul tronco che gli avrebbe evitato molti colpi diretti. Abatangelo, 31 anni compiuti, non ha saputo ripetere gli schemi messi in pratica quando si è fregiato in patria delle cinture dei massimi-leggeri e mediomassimi con Lovaglio e Barletta. Certamente la caratura degli avversari nazionali sconfitti è decisamente diversa, ma la sua limitata altezza lo deve portare costantemente a non perdere di vista i bersagli focali dell’avversario, a prescindere dalla bravura di chi ha di fronte.
Nella settima frazione il campione italiano ha rimediato anche una ferita sull’occhio destro. Il suo incedere troppo frontale ha causato nell’ottava ripresa un taglio sotto l’occhio destro del campione.
Dal nono round il confronto è diventato alquanto confusionario. Gli attacchi di Abatangelo finiva in clinch mentre il tedesco appariva più lucido nell’inquadrare il bersaglio con l’uno-due frontale.
L’italiano ha tentato il colpaccio nell’ultima frazione ma il tedesco ha saputo mitigare la pressione e chiudere il confronto con il successo finale.
Il monologo tattico di Juergen Braehmer, 41-2-0 (31), lo ha confermato leader europeo dei mediomassimi nel suo secondo regno.
Abatangelo, 17-3-1 (6), torna in Italia con l’orgoglio di aver tenuto testa per 12 riprese ad un degno campione continentale che è stato anche sul tetto del mondo della categoria.
 
In precedenza si sono affrontati il bulgaro Kubrat Pulev, ex campione europeo dei pesi massimi e lo statunitense Tony “Tiger” Thompson, al suo terzo viaggio europeo dell’anno. Il coloured americano, dopo i successi britannici sull’inglese David Price, è rimasto sconfitto ai punti in 12 riprese. La decisione è stata unanime come recitano i tre cartellini: 118-110, 117-111 e 116-112.
I due pugili hanno iniziato il confronto con molta cautela. Il mancino Thompson, 42 anni da compiere in ottobre, ha preso l’iniziativa dopo le prime schermaglie, azionando il destro lungo e trovando la misura per doppiare con il sinistro al viso ed al tronco.
Dal terzo round Pulev, kg 114.700, ha iniziato a rubare il tempo all’avversario. Lo ha anticipa con il sinistro seguito prontamente dal destro. La tattica del bulgaro è apparsa giudiziosa. Ha saputo  centellinare i colpi da portare per accumulare punti ed è riuscito a spostarsi con tempismo per evitare le pericolose repliche dell’americano.
La carburazione dell’europeo è migliorata dalla quinta ripresa quando ha guadagnato con profitto il centro del quadrato ed ha controllato i movimenti dell’avversario, sempre attento e pronto a replicare con i suoi insidiosi pugni. Pulev è riuscito comunque a controllarne le reazioni.
Il più alto Thompson, kg 119,700, conosce il mestiere per evitare la catastrofe. Dalla sua guardia ermetica ha scagliato colpi veloci per frenare l’incedere dell’europeo.
Il match si è infiammato nell’ottava frazione ma Pulev, 31 anni compiuti, è riuscito a fare meglio del suo avversario che per due volte è finito inginocchiato ai piedi del bulgaro.
Nella ripresa seguente l’europeo ha ingrossato la portata dei suoi colpi apparsi indigesti all’americano, accasciatosi  su un lato delle corde.
Il ritmo di Pulev è rimasto alto pure nella decima frazione quando ha incrociato i colpi lunghi dello statunitense. L’europeo ha trovato gli spazi per colpire anche alla cintura che hanno ridotto i movimenti all’avversario.
Dopo un tempo di relativa calma l’ultimo round ha visto un reattivo Thompson intento a recuperare qualcosa nei confronti dell’europeo. La sua potenza sembra intatta e Puleva deve fare i conti con questa realtà. Qualche colpo di troppo ricevuto dall’europeo lo ha indotto a rivedere la tattica offensiva. Il tempo residuo non ha permesso all’americano di sovvertire un verdetto ormai segnato.
L’invitto Pulev, 18-0-0 (9), ha conservato la cintura IBF International ed ha guadagnato il diritto ad essere nominato sfidante del campione mondiale di sigla.
Thompson, 38-4-0 (26), ha combattuto due volte per le cinture mondiali possedute da Wladimir Klitschko ed è stato sconfitto sempre prima del limite.
 
Anche il tedesco di origine armena Arthur Abraham si è esibito nella serata organizzata dalla Sauerland Pormotion. Per l’occasione è tornato alla vittoria dopo la catastrofica prestazione resa lo scorso marzo contro Robert Stieglitz. Abraham, kg 76.200, ha regolato sulla distanza delle 12 riprese Willbeforce Shihepo, kg 74.800, ed ha conquistato la vacante cintura WBO Intercontinental dei pesi supermedi. Il verdetto è stato unanime con 117-111, 116-112 e 116-111.
Il match combattuto dall’europeo con “Black Mamba” della Namibia, 20-7-0 (15), non è stato semplice. Il coloured africano è stato sempre presente in ogni fase del combattimento. La sua velocità di gambe e di colpi ha fatto rivedere più volte la tattica difensiva di “King” Artur. L’africano, 30 anni compiuti, è stato un autentico interprete del confronto ed ha impegnato il pugile locale per tutta la sua durata.
Abraham, 33 anni compiuti, ha saputo essere paziente, subire alcune volte prima di esprimere il meglio del suo bagaglio tecnico. La differenza tra i due l’ha fatta il gancio sinistro del tedesco che è arrivato con puntuale precisione. Subito dopo il destro si faceva largo nella guardia dell’africano che, dal canto suo, sapeva come replicare per alimentare il combattimento.
Il match ha visto l’unica a fase di confusione nell’undicesimo round quando Abraham, rimasto sbilanciato a corta distanza, si è trovato sul tappeto.
Abraham, 37-4-0 (28), è stato titolare IBF dei pesi medi e dominatore della categoria per oltre quattro anni prima di militare tra i supermedi dove ha rimediato le sue sconfitte.
 
Primiano Michele Schiavone
 

 

 

 

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