PRIMO ACUTO DI DAIKI KAMEDA CAMPIONE IN CARICA
TOKYO, KYOEI PROMOTIONS
Il 21enne giapponese
Daiki Kameda è stato chiamato a difendere per la prima volta la cintura WBA dei pesi mosca conquistata lo scorso febbraio a spese del tailandese
Denkaosaen Kaovichit.
L’esposizione l’ha fata il 25 settembre a Tokyo contro il 30enne connazionale
Takefumi Sakata, già possessore del titolo dal marzo del 2007 al dicembre del 2008. Sakata aveva tolo il titolo iridato al venezuelano
Lorenzo Parra e lo aveva difeso quattro volte, riportando tre successi ed un pareggio, prima di cederlo a Denkaosaen Kaovichit.
La prima difesa di Kameda è stato un successo unanime ottenuto al termine di dodici combattute riprese dirette dall’arbitro Stanley Christodoulou. I tre giudici hanno espresso un giudizio alquanto ampio rispetto alle aspettative del pubblico con 118-110 di Lahcen Oumghar, 117-112 di Wansoo Yuh e 116-112 di Alfredo Polanco.
Dopo otto riprese i cartellini dei tre giudici hanno riportato questi totali: 78-74 e 77-75 per Kameda contro un pari con 76-76.
Questi numeri dimostrano come il ragguardevole risultato sia dipeso da una crescente azione offensiva del campione a partire dalla nona frazione.
Il confronto tra i due, oltre ad essere stata una sfida tra due nipponici e due gruppi pugilistici antagonisti quali Kameda Gym e Kyoei Gym, è stata l’occasione per misurare due diversi modi di combattere, con il campione intento a fare uso della forza in contrapposizione ad un misurato sfidante.
Questo diverso modo di apparire ha messo in evidenza due elementi importati e contrapposti che hanno portato i giudici ad esaminare e giudicare la valenza dei colpi in luogo della numerosità. Sakata non solo ha scagliato molti più colpi ma ne ha messo a segno tantissimi rispetto al campione. Kameda ha fatto leva sulla potenza dei colpi e, benché portati in misura inferiore al suo avversario, ha fatto uso di una maggire potenza che ha lasciato il segno, per il loro modo di stamparsi sul più basso sfidante, nella visione dei tre giudici. Quei colpi più potenti hanno contribuito a formare e sviluppare i contenuti del match e, di conseguenza, il risultato finale.
Al termine del match Kameda ha detto di essere soddisfato della prova fornita perché ha sconfitto un grande pugile che è stato campione mondiale con quattro difese all’attivo. Poi ha espresso l’intenzione di cambiare categoria dopo aver ricordato le fatiche fatte per rientrare nei limiti di peso dei mosca. La decisione la prenderà insieme al fratello Koki, 23enne guardia destra ex titolare WBC dei pesi mosca e al padre Shiro, quest’ultimo squalificato a vita dalla Japan Boxing Commission dopo le minacce proferite a seguito della confitta del figlio Koki con il thailandese Pongsaklek Wonjongkam che gli è costato la cintura WBC delle 112 libbre. Dopo quel risultato Shiro Kameda aveva minacciato l’arbitro del match mondiale il messicano Lupe Garcia, il supervisore del WBC Edward Thangarajah ed il segretario della federazione giapponese Tsuyoshi Yasukochi.
Daiki Kameda ha migliorato il record personale portandolo a 18 trionfi (11 prima del limite) contro 2 sconfitte riportate entrambe ai punti in sfide mondiali.
Sakata, che ha sofferto una ferita sul sopracciglio destro nel corso del terzo roud a causa di uno scontro delle teste, ha detto alla fine del match di aver dato il meglio di sé stesso. Ha aggiunto che gli servirà un po’ di tempo per decidere sul suo futuro.
Sakata ha chiuso il confronto con il nuovo record di 36 trionfi (17 anzitempo), 6 insuccessi e 2 pareggi.
Il titolo giapponese di pesi supermosca è passato dal 29enne
Daigo Nakahiro al 26enne
Yota Sato, presentatosi all’appuntamento con la qualità di campione nazionale ad interim della categoria.
Sato, 19-2-1 (10), si è impadronito subito del match imponendo al campione due distinti atterramenti nelle due prime frazioni. Poi ha dominato il resto confronto portato fino al termine delle programmate dieci riprese, giudicate a suo favore con un ampio margine come recitano i tre cartellini: 99-89, 99-90 e 97-92.
Nakahiro, 21-3-1 (8), è stato titolare nazionale per 21 mesi, con 2 difese vittoriose ed un pareggio prima della sconfitta con Sato.